Castel di Sangro

La ripresa di De Juliis: dall’emorragia fino al ritorno in chat

29 Agosto 2025

A 10 mesi dal malore l’ex portiere del Castel di Sangro scrive di nuovo su whatsapp per la gioia dei compagni

​​​​​Emozione, gioia e commozione. Fate voi. È scappata anche qualche lacrima, comprensibile quando è apparso il suo messaggio sulla chat. Semplicemente: “Buongiorno a tutti, sono tornato”. Quello del “rientro in vita” di Roberto De Juliis, l’ex portiere del Castel di Sangro dei miracoli degli anni Novanta colpito da emorragia cerebrale nell’ottobre scorso. La chat è quella che su whatsapp tiene uniti i protagonisti della promozione in B e della salvezza del Castel di Sangro nel periodo che va dal 1994 al 1997. Altri tempi, altro calcio, ma il legame è rimasto ancora oggi, a distanza di quasi 30 anni. E negli ultimi mesi il telefonino è servito per aggiornare sulle condizioni di salute dell’ex portiere teramano. Aggiornamenti vissuti con ansia da tutti gli ex compagni di squadra. Ognuno ha scritto qualcosa. Fino a quando non ha scritto Roberto De Juliis, il protagonista dei messaggi sulla chat. E vai con le reazioni di gioia a catena degli ex sangrini. “E noi ti aspettavamo”, la prima reazione di Pietro Fusco al messaggio dell’amico teramano. «Era ora!», ha scritto Guido Di Fabio. Alcuni sono andati a trovarlo, altri chiamano. Il gruppo è rimasto coeso a dispetto del trascorrere degli anni. Il 53enne ex portiere è in un istituto di riabilitazione a Potenza Picena, nelle Marche. Lì si sono spostati anche i genitori, Domenico e Tolmina, per assisterlo in questa lenta e graduale ripresa.

Lavoro con i fisioterapisti e i medici al mattino e nel pomeriggio eì poi le coccole dei cari. Gli strascichi dell’emorragia ci sono, è inevitabile. Ma sono limitati rispetto a quelli che potevano essere e che comunque sono stati ridimensionati da cure e riabilitazione. Testardo in campo e fuori. Solo che durante la riabilitazione è un grande pregio, fa la differenza. Da Ancona a Teramo, poi Sant’Omero e infine Potenza Picena. Da mesi è scongiurato il pericolo di vita. Sta sulla carrozzella, ma ha una volontà di ferro. Lavora tanto per recuperare e la prossima sfida è quella di recuperare l’autonomia motoria. Camminare. Nel frattempo, ha riacquisito i ricordi della memoria. E’ presente a se stesso. Parla. Insomma, è tornato. Ha ripreso tutti quei movimenti e quei meccanismi che sembrano scontati nella vita di tutti i giorni e che, invece, sembravano bloccati per sempre quella notte di ottobre. Un po’ alla volta, giorno dopo giorno sta tornando ad essere Roberto De Juliis. È di Teramo l’ormai ex Uomo Ragno del Castel di Sangro, nel tempo si è stabilito a Pesaro dove viveva con la figlia Matilde. Fino alla notte tra il 20 e il 21 ottobre scorso quando è stato colpito da un’emorragia cerebrale. L’hanno trovato nell’abitazione, a Pesaro, incosciente. Era solo in casa. La figlia non c’era. L’aspettavano per il turno di notte nell’azienda di Tavullia dove lavora da anni. È scattato l’allarme. Nella notte l’hanno portato in ospedale a Pesaro. Poi, ad Ancona. La situazione è apparsa subito grave. Sono passati giorni di ansia, angoscia e speranza. I medici hanno provato a svegliarlo. Ha aperto gli occhi. Poi, un’altra ischemia. Al capezzale si sono alternati i familiari. Un’operazione delicata e poi i graduali segnali di miglioramento. Fino al trasferimento a Potenza Picena. Sui social il tifo degli ex compagni. Degli appassionati di calcio che l’hanno conosciuto. E le telefonate al padre Domenico, detto Mimmo, grande tifoso del Teramo, e alle sorelle Angela, Martina e Rosalba per conoscere le condizioni di salute dell’ex Uomo Ragno. Ora c’è lui al telefono, protagonista delle videochiamate con i parenti ogni sera. Con Osvaldo Jaconi - il leggendario allenatore del Castel di Sangro in B - che lo sprona a continuare il lavoro di riabilitazione come quando erano al Patini per gli allenamenti. E con Gianluca De Angelis, ex centrocampista del Teramo, del Frosinone e della Vis Pesaro, che non lo molla un attimo. Quasi un fratello per quel portiere che alla fine degli anni Ottanta aveva fatto la trafila nelle giovanili del Teramo, il club della sua città. Da lì nei dilettanti, a Bellante e a Sant’Egidio alla Vibrata. Ne ha fatta di gavetta De Juliis prima dell’incrocio che gli ha cambiato la vita e la carriera. Arriva a Castel di Sangro ed è uno dei protagonisti della scalata. Nell’estate del 1995 è decisivo al Del Duca di Ascoli quando i sangrini superano il Fano ai calci di rigore. Protagonista anche la stagione successiva chiusa con la qualificazione ai play off per la B, Sembrava un sogno, divenne realtà. Quel pomeriggio del 22 giugno 1996 fu protagonista suo malgrado. Nel senso che nella finale play off allo Zaccheria di Foggia contro l’Ascoli fu sostituito da Piero Spinosa, tutt’ora uno dei suoi miglior amici. Sostituito da Jaconi prima dei calci di rigore che daranno la promozione in B ai giallorossi. Non la prese bene quella sostituzione, passarono mesi prima che assorbisse il colpo. In B si alternava tra i pali con Lotti. E fu comunque uno di quelli che conquistò anche la salvezza. Poi, altre esperienze esaltanti a Frosinone e a Pesaro. Con la Vis ha conquistato la promozione in C1 agli ordini del tecnico Daniele Arrigoni e del compianto ds Enrico Graziani. Fino a pochi mesi prima del malore ha partecipato alla reunion tra ex biancorossi. A Pesaro si è stabilito mettendo su famiglia. Fino alla notte tra il 20 e il 21 ottobre scorso quando è stato chiamato a compiere la parata più difficile della vita. Un volo all’incrocio dei pali e anche questa volta Roberto De Juliis sembra avercela fatta.

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