Comunicato Stampa: CRV - 180° dalla nascita di Pietro Laverda, Presidente Ciambetti visita mostra a Fara Vicentino

29 Agosto 2025

180° anniversario della nascita di Pietro Laverda, Presidente Ciambetti visita mostra a Fara Vicentino: “La sua storia è rappresentativa dell’ingegno dei veneti”

(Arv) Venezia 29 ago. 2025 -        Questa mattina, a Fara Vicentino, il Presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti ha visitato la mostra “Pietro Laverda. L'uomo, la fabbrica, le macchine, a 180 anni dalla nascita”. L’esposizione, organizzata dal Comune di Fara Vicentino in collaborazione con l’Archivio Storico Laverda di Breganze, intende celebrare e rendere omaggio al fondatore della storica industria di macchine agricole. “La storia di Pietro Laverda può essere letta come rappresentativa dello straordinario ingegno che da sempre caratterizza il popolo veneto e che, se ben governato, diventa vero e proprio mattone su cui costruire imprese solidissime. Laverda nacque da una famiglia di modesti agricoltori, in una piccola contrada: grazie ad un precoce talento e una grande volontà, fondò, nel 1873, la ditta Pietro Laverda, destinata a divenire, nel corso del Novecento, la più importante fabbrica italiana di macchine agricole. Il valore di questa mostra non sta semplicemente nel giusto tributo resogli ma anche nella possibilità, offerta a tutti, di conoscere la modernità della sua figura, dalla quale dovremmo trarre insegnamento anche oggi, in particolare per un eclettismo ed una curiosità instancabile che portarono Laverda ad interessarsi anche ad altri settori della meccanica come gli orologi da campanile, i cannoni grandinifughi, le attrezzature militari per le truppe alpine e le prime applicazioni dell’energia elettrica”, ha affermato il Presidente Ciambetti. La mostra di Fara Vicentino espone fotografie, rari documenti storici e alcuni esemplari delle macchine ideate e costruite da Pietro Laverda a cavallo tra Ottocento e Novecento. Tra queste anche il grande orologio che Pietro, a soli tredici anni, costruì con rudimentali strumenti imitando quello del campanile di San Giorgio.

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