La ripresa soffoca i mugugni della curva

4 Novembre 2017

PESCARA. Un’altalena di emozioni e di… stati d’animo. Nel primo tempo tanti mugugni, anche se l’illusorio vantaggio firmato da Capone accende l’Adriatico. Ripresa con un sostegno incessante dei...

PESCARA. Un’altalena di emozioni e di… stati d’animo. Nel primo tempo tanti mugugni, anche se l’illusorio vantaggio firmato da Capone accende l’Adriatico. Ripresa con un sostegno incessante dei tifosi pescaresi che apprezzano le giocate dell’undici di Zeman. Eppure, dopo il 2-1 di Nestorovski, dalla curva Nord partono i primi cori di contestazione. La novità è che nel bersaglio del settore più caldo dello stadio finisce anche il tecnico boemo. L’invito è quello di “tornarsene a Roma”. Evidentemente gli ultrà non hanno ancora dimenticato l’addio dell’allenatore che nel 2012 accettò la proposta del club giallorosso dopo aver vinto il torneo di B col Delfino. Poi, la richiesta ai calciatori di tirare fuori gli attributi. Tutt’altra musica nel secondo tempo, grazie all’avvio tambureggiante del Pescara che pareggia con Brugman e sfiora più volte il vantaggio. Alla fine tanta paura e un sospiro di sollievo con il prodigio di Fiorillo su Nestorovski. Dopo il triplice fischio la squadra esce tra gli applausi.
Presenze in calo. Intanto, diminuisce sempre di più la media spettatori allo stadio Adriatico che prima del match era pari a 8.666. Alla gara contro il Palermo hanno assistito 7.621 tifosi. Il record negativo resta quello nella partita con il Brescia (7.075), ma il dato dell’anticipo non è soddisfacente. Colpa delle due sconfitte consecutive, ma forse anche del clima non proprio ideale per andare allo stadio. (g.t.)
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