La Roma a Friedkin affare da 591 milioni Ecco la nuova società

7 Agosto 2020

Finisce l’era Pallotta, il club passa al magnate texano Il re della Toyota ha un patrimonio di 4 miliardi di dollari

ROMA. La Roma cambia proprietà, ma resta a guida americana. Sarà il Gruppo Friedkin a controllare e gestire la società giallorossa, alle prese con una situazione economica tutt’altro che florida. Motivo per cui alla fine il presidente uscente James Pallotta si è convinto ad accettare l’offerta del texano Dan Friedkin, sottoscrivendo un accordo vincolante che entro agosto lo porterà a cedere la partecipazione di controllo detenuta nel club pari all’86,6% del capitale sociale. L’operazione è valutata in circa 591 milioni di euro e, una volta completata, comporterà l’obbligo per Friedkin di lanciare un'offerta pubblica obbligatoria sulle restanti azioni in circolazione sul mercato. Ad interessare i tifosi romanisti non sono tanto i dettagli della trattativa bensì i programmi sportivi dei nuovi proprietari che da Houston si sono detti «felici di aver fatto i passi necessari a diventare parte di questa città e club iconici. Non vediamo l’ora di chiudere l’acquisto il prima possibile e di immergerci nella famiglia della Roma».
Rispetto al businessman di Boston, finanziere esperto in fondi speculativi, Dan Friedkin è un imprenditore a tutto tondo. È presidente e Ceo di The Friedkin Group (giro d’affari da 9 miliardi di dollari), un consorzio di imprese e investimenti nei settori automobilistico, dell’ospitalità, dell’intrattenimento, del golf e dell’avventura. Tra le sue attività principali c’è Gulf States Toyota, uno dei più grandi distributori indipendenti al mondo di veicoli e ricambi Toyota, ed è anche il responsabile e co-fondatore di Imperative Entertainment che sviluppa, produce e finanzia branded entertainment originale con focus su film, televisione e documentari. Friedkin è considerato da Forbes il 504° uomo più ricco al mondo con un patrimonio personale di 4.2 miliardi di dollari. Suo figlio, Ryan, è intenzionato a stabilirsi nella Capitale per seguire da vicino l’investimento sulla scia di quanto fatto da Zhang jr all’Inter. «Negli ultimi mesi, Dan e Ryan hanno dimostrato totale dedizione nel voler finalizzare questo accordo e nel guidare il club positivamente», ha spiegato Pallotta. «Sono certo che saranno dei grandi futuri proprietari». L’obiettivo dei Friedkin è un progetto a lungo termine, che nella fase iniziale non potrà prescindere da un risanamento dei conti (il bilancio chiuso al 30 giugno farà registrare perdite per 150 milioni) attraverso un deciso taglio dei costi di gestione e del monte ingaggi della squadra. Quasi certamente sarà deliberato un nuovo aumento di capitale, il tutto per non trovarsi a dover sacrificare pedine come Pellegrini e Zaniolo. Altro snodo cruciale sarà lo stadio di proprietà, con la sindaca Raggi che ha annunciato il proseguimento dell’iter. Da ricostruire, infine, c’è l’area sportiva del club. L’ex ds Petrachi, licenziato per giusta causa da Pallotta, spera di tornare in sella con l’arrivo di Friedkin.
Roberto Di Candio