La scommessa vinta di Mediaset e l’efficienza mostrata da Putin

29 Giugno 2018

Ormai è chiaro a tutti: i Mondiali, almeno in Italia, li ha vinti Mediaset. Alla grande. Non solo la tv commerciale controllata dalla famiglia Berlusconi è rientrata della spesa sostenuta per l’acquis...

Ormai è chiaro a tutti: i Mondiali, almeno in Italia, li ha vinti Mediaset. Alla grande. Non solo la tv commerciale controllata dalla famiglia Berlusconi è rientrata della spesa sostenuta per l’acquisizione dei diritti, circa 80 milioni di euro, attraverso i contratti pubblicitari, ma sta sbancando anche i dati di ascolto. Ogni sera è un trionfo per le reti del Biscione. L’Auditel sta premiando l’investimento fatto, nonostante l’Italia non sia presente a Russia 2018. Un affare, una scommessa vinta grazie a quel coraggio venuto meno ai concorrenti. C’è voglia di mondiali, perché il nostro è un Paese che si ciba di calcio e ne parla e ne discute a prescindere. Basti pensare al milione di spettatori che ha rivisto, nei giorni scorsi, la finale di Berlino 2006, Italia-Francia, su La7, o alle reazioni social subito dopo l’eliminazione della Germania, mercoledì pomeriggio. Un uragano di commenti e di sfottò che ha confermato quanto la nazionale tedesca - davanti a quella francese - sia antipatica agli italiani. Va detto che il prodotto giornalistico offerto da Mediaset è perfettibile. E’ incentrato più sull’intrattenimento che sull’approfondimento tecnico. Più colore che disquisizioni tattiche o retroscena. Tante bellezze si alternano davanti alle telecamere, più o meno scosciate, alcune anche con un insospettabile bagaglio professionale da esibire. Un modo diverso di raccontare il calcio, più frivolo. Una scelta comunque premiante per tv del Biscione rispetto alle strategie adottate da Sky e dalla Rai, costretti a rincorrere in questa prima fase della rassegna iridata. Non sono i Mondiali più belli come amano ripetere quelli di Mediaset, ma hanno un seguito insospettabile - in Italia e non solo - in attesa del gran finale destinato a regalarci ulteriori emozioni. Le immagini che arrivano dalla Russia ci offrono stadi pieni, tifoserie festanti e i colori più svariati. Ci offrono l’immagine di una manifestazione senza particolari sbavature, anche sul piano dell’ordine pubblico. Un’efficienza affatto scontata, esattamente quello che voleva il presidente russo Vladimir Putin, una dimostrazione di forza discreta ma decisa, iniziata con gli investimenti fatti dapprima sulla Formula 1 e poi sulle Olimpiadi invernali di Sochi.
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