La serie B ormai a un passo? Non ditelo a Zeman: ci credo

13 Marzo 2017

L’allenatore del Pescara: «La matematica non ci condanna, lottiamo»

PESCARA. Delusione boema. Di nuovo al tappeto, malmenato, e sempre più a un passo dalla B. La matematica a breve condannerà il Pescara alla retrocessione. Zdenek Zeman è affranto per il tris dell’Udinese, ma non ammaina bandiera bianca. «È un peccato, perché abbiamo sprecato un'altra occasione. Ogni settimana avremmo potuto rosicchiare qualcosa in classifica, visto che gli altri ci aspettano. Adesso dobbiamo sfruttare le altre gare», dice il 69enne allenatore dei biancazzurri analizzando le sconfitte di Empoli e Crotone, che precedono il Delfino.

«Il primo tempo è stato abbastanza equilibrato, abbiamo avuto più occasioni noi, anche se poi abbiamo preso gol su calcio d'angolo per una cattiva disposizione in difesa. Poca incisività in attacco? Mi sforzo di mandare gli attaccanti in area, sulle fasce Biraghi e Zampano hanno fatto bene ma bisogna che le ali entrino in area e non restino sull'esterno», continua con la sua solita flemma il tecnico. «Nel secondo tempo l'Udinese è cresciuta e noi abbiamo subito il raddoppio su un calcio di punizione che avevamo studiato in settimana. Abbiamo preso due gol su due errori che ci sono costati carissimi. Ripeto, nella ripresa meglio l'Udinese all'inizio e noi nel finale. Se ci saranno altre soddisfazioni per i tifosi? Spero di sì. Questa squadra ci prova, ma non riesce a concludere e le disattenzioni nel calcio si pagano». E alla domanda se la sua squadra era sgonfia in campo, risponde così: «Penso che abbiamo giocato solo noi...».

I problemi del Pescara ci sono sempre e non sono spariti. «Il problema principale è di mentalità, perché quando si vince solo una partita su 28 è un po’ poco e diventa difficile anche a livello mentale. Bisogna solo stare solo più attenti in certe occasioni». La salvezza è una chimera, ma non ditelo al boemo. «Ci credo ancora nella salvezza fino a quando la matematica non dirà altro», dice riferendosi anche ad eventuali cambi da fare, magari lanciando qualche giovane della Primavera, visto che scalpitano i vari Coulibaly, che gli addetti ai lavori dicono sia il nuovo “Mister 10 milioni”, Del Sole, Pompetti e Delli Carri. «Non posso fare delle prove. In questo momento non ho tempo per gli esperimenti, so che ci sono dei ragazzi interessanti nella squadra Primavera. Li farò solo quando l'aritmetica ci dirà qualcosa in un senso o nell'altro».

Poi fa chiarezza sull’infortunio di Caprari dopo lo scontro di gioco in allenamento con Zampano che ha costretto l’ex Roma ad usare le stampelle. «Non ce l'ha fatta a giocare, ma è solo una botta, bisogna vedere come si assorbirà». E al Pescara è mancato l’apporto del suo miglior marcatore con 7 reti, ma in queste settimane ha inciso anche l’assenza di Gilardino. «È vero, a questa squadra mancano giocatori importanti, da Gilardino al francese (Bahebeck, ndr), a centrocampo ho pochi a disposizione. Cubas? È bravo, ma per me è troppo leggero per queste partite». Involuzione clamorosa di Valerio Verre? «Tecnicamente ha mezzi importanti, ma tatticamente non gioca un calcio offensivo, gioca dietro anche quando è solo». E su quello che sarà il Pescara del futuro, Zeman non si sbilancia. «Non guardo al prossimo anno, ci sono altre persone che lo fanno, io non ho tempo e devo lavorare ancora per questa stagione». Gigi Delneri, l’allenatore dell’Udinese, gode per la vittoria, ma ha parole anche per il Pescara. «Ha pagato l’assenza di Caprari. Salvezza? Anche io lo scorso anno col Verona non ho mollato e in 10 partite può accadere di tutto. Vietato rassegnarsi. Credo che Zeman sia la persona più adatta a risollevare questa squadra», ha chiuso il tecnico friulano.

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