La voglia di Roseto fa la differenza

7 Gennaio 2017

Gli Sharks sono più squadra e impongono il ritmo a un Verona troppo discontinuo. Smith è ancora protagonista

ROSETO. La voglia di tornare alla vittoria della VisitRoseto.it ha la meglio contro Verona, squadra partita con alti obiettivi, che ha giocato una pallacanestro troppo sfilacciata per poter venir premiata in questa A2 in cui i valori assoluti non sono altissimi, ragion per cui il giocare di squadra e con una certa unità d’intenti alla fine fa la differenza. Ed è proprio questo che hanno fatto gli Sharks, anche se compiutamente solo nel primo e nell’ultimo quarto, facendo circolare la palla con grande ampiezza, con diversi extra pass che hanno sempre pagato; in difesa invece è andato in onda il classico canovaccio del coach Di Paolantonio fatto di difese alternate zona e uomo, con qualche sortita di zone press a tutto campo. La concentrazione dei giocatori rosetani fa la differenza nei primi minuti, con gli Squali bravi a trovare soluzioni in attacco alternando tiri dall’arco a bei palloni sotto canestro. In questo Verona è colpevole di non avere mordente in difesa, con Roseto che ne approfitta per arrivare fino al +11 al 5’, anche perché la circolazione di palla in attacco dei veronesi è esclusivamente perimetrale, tanto che i primi quattro canestri dal campo sono tutte bombe.

Mescolando le carte coach Dalmonte trova una quadra, inserendo i lunghi Pini e Brkic che danno più sostanza in area, consentendogli di rientrare, 22-21 al 10’. Nel secondo quarto s’impalla la difesa rosetana, che inizia a dimenticare di fare gli aiuti sotto canestro, con il risultato che gli ospiti vanno avanti, grazie ad alcune penetrazioni tutto sommato scolastiche, cosa che costringe Di Paolantonio ad un immediato time out. Si continua a segnare comunque poco, segnale inequivocabile che il momento del match è poco avvincente, con troppi errori marchiani su entrambi i fronti: e se per Verona il coach continua a tenere sempre i soliti cinque in campo, i padroni di casa riprovano a scappare, tornando a fare buone difese sotto canestro col rientrante Sherrod insieme ad Amoroso che colpisce dall’arco: si va all’intervallo sul 36-32, in un match ancora equilibrato.

Quando riparte il cronometro è Roseto a mettere il turbo, con due triple a testa di Smith ed Amoroso: Verona vacilla ma ha l’esperienza di Boscagin in campo, bravo a tenere a galla i suoi, che poi godono anche del risveglio dei due americani. E’ un peccato che gli Sharks non riescano a tenere il vantaggio anche di 12 punti, inesorabilmente rimontati ancora una volta dagli ospiti, con canestri di nuovo troppo facili: se in casa Sharks non si manifestassero un’altra volte certe amnesie difensive, la gara potrebbe avere una differenza canestri più ampia del 58-50 al 30’. Uno stratosferico Smith segna 6 punti in fila e con un’appoggiata comoda di Fattori danno il +16 a Roseto al 33’, anche grazie alle capacità intimidatorie di Sherrod nel pitturato. Verona ci prova con il solito Boscagin e con Frazier, ma è troppo poco perché sull’altro fronte Fultz dimentica certe palle perse infilando due triple, imitato da Mei: finisce 81-65 con i tifosi rosetani che hanno sfidato la neve a festeggiare. Prossimo match per la VisitRoseto.it il 15 gennaio a Trieste.

Marco Rapone

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