Le Rosse fanno sognare

30 Luglio 2017

Prima fila con Vettel e Raikkonen, stavolta le Mercedes devono inseguire

BUDAPEST. Il record di Michael Schumacher può resistere, l'Hungaroring ieri si è tinto di rosso Ferrari. La «macchina perfetta» di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen mette in riga le Mercedes di Valtteri Bottas e Lewis Hamilton, che puntava alla 68ª pole come Schumi, e si riprende la scena dopo il non eclatante Gp in Gran Bretagna. Primo e secondo tempo per i due del Cavallino e terza pole stagionale per la SF70-H (la seconda per il tedesco dopo Sochi, 48ª in carriera) in un Gran Premio che rischia di diventare cruciale nella corsa mondiale. Vettel ha chiuso col tempo di 1'16”276 precedendo di 0”168 il compagno, di 254 millesimi la Mercedes di Bottas e di 431 quella di Hamilton (+0”431). Terza fila per le Red Bull di Max Verstappen (+0”521) e Daniel Ricciardo (+0”542), che precedono la Renault di Nico Hulkenberg (+1”192, ma penalizzato di 5 posti per sostituzione del cambio) e la McLaren di Fernando Alonso (+1”273). La Ferrari non poteva capitalizzare meglio l'appuntamento sul circuito amico, reagendo nel migliore dei modi alla debacle di due settimane fa a Silverstone («se ne è parlato tanto, forse troppo», la stilettata di un felicissimo Vettel). Merito, come detto, di una «macchina perfetta» (ma perfetto è stato anche il quattro volte iridato) che ha rimandato a data da destinarsi l'aggancio di Hamilton a Schumacher: «La macchina è stata incredibile. Grande, grande lavoro, grazie a tutti», ha urlato il tedesco alla radio appena tagliato il traguardo e con il casco ancora in testa. «Abbiamo lavorato sodo e i progressi si sono visti», ha aggiunto. «Che dire, ieri (venerdì, ndc) è stata insalata mista, oggi (ieri, ndc) invece una caprese, la mia preferita», scherza Vettel. «La pista è bellissima, oggi (ieri, ndc) c'era tanta gente e tanto tifo e questo è il succo delle corse. Le ultime gare non sono state grandiose, ma adesso cerchiamo di fare il meglio. Sono contento del livello raggiunto, ma non dobbiamo dimenticare dove eravamo 12 mesi fa e dove stiamo adesso, l'obiettivo principale è però quello di domani (oggi, ndc) e il risultato e il tifo di oggi (ndc) sono una bella iniezione di fiducia, ma ora pensiamo a domani (oggi, ndc) e cerchiamo di fare il meglio qui». Le premesse ci sono tutte, considerando la griglia e una pista dove sorpassare è sempre complicato. Le Mercedes stavolta dovranno impegnarsi a fondo per contrastare la Ferrari apparentemente senza punti deboli. Bottas ancora una volta ha fatto meglio del compagno di squadra che non è stato certo irreprensibile in pista, commettendo un errore in ingresso della curva a sinistra al termine del rettilineo e apparendo in difficoltà nella ricerca del miglior assetto. «Quando esci dai box le gomme dovrebbero essere perfette per avere un bilanciamento adeguato», si è lamentato il britannico. «Ogni volta che hai una vibrazione diventi matto perché è come avere un bloccaggio e ti deconcentra. Devo dire ai ragazzi di lavorare un pochino meglio per trovare un bilanciamento migliore», ha aggiunto Hamilton che comunque rende merito alle Ferrari («Erano troppo veloci») e per oggi non culla particolare fiducia: «Non posso dire molto, credo che la gara sarà una lotta per entrare nei primi tre». Prima fila anche per Raikkonen che però non nasconde un pizzico di rimpianto: «Peccato, perché sono salito sul cordolo e ho perso un po’ di tempo. Sono un pochino deluso perchè sentivo la pole a portata di mano».