Leone tra gaffe e squalifica ora l’esame di riparazione

In estate il lavoro del ds è stato impalpabile, a gennaio sarà fondamentale Sta ancora scontando l’inibizione ereditata dall’ultima stagione a Lanciano
PESCARA. C’è, ma non si nota. C’è, ma la sua presenza non lascia il segno. C’è, ma il mercato estivo è stato fatto male, numeri della classifica alla mano, e allora la figura del direttore sportivo va presa in considerazione anche in vista della finestra di gennaio. La figura è quella di Luca Leone, 46 anni, arrivato alla corte del presidente Sebastiani in estate, subito dopo la retrocessione della Virtus Lanciano per la quale ha lavorato dal 2008. C’è, ma formalmente, è come se non ci fosse perché è squalificato. Lo è fino ai primi di gennaio, dal momento che ha sommato due inibizioni da tre mesi l’una, eredità della travagliata ultima stagione alla corte della famiglia Maio, a Lanciano. Non può rappresentare e/o operare per conto del Pescara nelle sedi ufficiali. Questo, però, non gli impedisce di lavorare e di mettere a frutto il suo bagaglio di conoscenza. Per il momento, senza grossi risultati. A lui possono essere attribuite “solo” un paio di operazioni, quelle di Cristante e Muric. E finora il rendimento, per svariati motivi, non è stato dei migliori. Ma l’avventura in biancazzurro di Luca Leone è abbastanza atipica, nel senso che la sua figura (in organico c’è anche l’altro ds Peppino Pavone che ha collaborato negli ultimi anni con Giorgio Repetto, il dg defenestrato e ancora sotto contratto) va contestualizzata nel rapporto stretto esistente tra il presidente Sebastiani e l’allenatore Oddo. Leone si è presentato, ufficialmente, l’11 luglio scorso in una conferenza stampa di cui si ricordano un paio di passaggi chiave: «Un’eventuale squalifica? Non sono preoccupato, ho messo una firma perché facevo parte della società Virtus, poi purtroppo non sono stati pagati gli emolumenti. Potrei anche evitare la squalifica. Nel secondo deferimento non credo che ci sia il rischio di uno stop». E, invece, nel giro di qualche settimana sono arrivate due squalifiche, entrambe di tre mesi.
L’altro concetto chiave è quello relativo al senso di appartenenza all’interno del Pescara, un valore aggiunto dal momento che presidente, ds e allenatore sono pescaresi doc. Un’affermazione bollata a distanza di qualche giorno in maniera drastica da Massimo Oddo: «Questa storia del "senso di appartenenza”, per me, è una gran cazzata (testuale, ndr). I giocatori danno il massimo ovunque, sono dei professionisti», ha risposto in conferenza stampa a precisa domanda.
Non proprio una partenza esaltante per Luca Leone, la cui inesperienza a livello di serie A non ha certo agevolato il mercato biancazzurro. Che, va detto, è rimasto ingessato per il riscatto di Verre, costato 4 milioni di euro (la spesa più alta nella storia del club), che di fatto ha impedito al Pescara di fare altre operazioni di mercato, mediante l’acquisto dei cartellini. Mesi difficili, prima e dopo l’inizio del campionato con l’aggiunta del fardello della squalifica. Finora, il ds biancazzurro è rimasto dietro le quinte: non si è esposto sulla crisi del Pescara. Nè ha preso parola per difendere la squadra o per caricarla, come solitamente fanno i direttori sportivi nei momento di difficoltà. Non certo per via dell’inibizione, dal momento che comunque non ha rinunciato a una comparsata su Sky per parlare dei settori giovanili in Italia.
E’ proprio che ha scelto un basso profilo, tenendosi lontano dai riflettori. E’ stato in Argentina per vedere giocatori, ma lo stesso Sebastiani ha detto che a gennaio il Pescara prenderà giocatori pronti, che conoscono il campionato italiano. Sarà un esame anche per Leone, bisognerà vedere chi riuscirà a prendere e come. Le esigenze biancazzure sono abbastanza chiare: servono le risorse economiche da investire, pertinenza dei soci, e un certo grado di competenza e abilità per portare a Oddo i giocatori necessari per compiere il salto di qualità. Un esame, questo, che Leone non può fallire.
@roccocoletti1
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