Lucarelli studia il rilancio neroverde: «Pensiamo positivo»

14 Marzo 2019

La capolista verso la trasferta di San Giovanni Teatino Il tecnico: «Riscattiamo l’ultimo ko ma senza assilli»

CHIETI. Sicuramente una vigilia particolare. Una vigilia che Alessandro Lucarelli, tecnico del Chieti, vive comunque con estrema serenità. «Quella che voglio trasmettere ai miei ragazzi. Domenica prossima a Sambuceto siamo attesi da una sfida importante ed è impossibile negare che gli ultimi due risultati, ovvero un pari esterno ed una sconfitta tra le mura amiche, possano mettere addosso alla squadra un pò di inquietudine dal momento che il vantaggio sulle seconde in classifica, tra cui appunto il Sambuceto, è sceso da 11 a 6 punti. Allora voglio provare a ribaltare la situazione dicendo che 6 punti a 5 giornate dal termine del torneo sono parecchi. Che bisogna pensare in positivo, come se questo vantaggio lo avessimo appena conquistato e non pensando a ciò che poteva essere e non è stato».
Un discorso che non fa una piega, quello di Lucarelli al quale non è sfuggito, nell’ambiente, il riaffiorare di vecchie paure ripercorrendo forse, nel passato più o meno recente, alcune cocenti delusioni. «Comprendo questo stato d’animo ma è da tempo che vado ripetendo che le gare si vincono negli ultimi trecento metri. Anni fa, ad esempio, alla guida dell’Avezzano, ho vinto il campionato di Eccellenza all’ultimo minuto dell’ultima giornata». Dopo il successo interno con la Torrese forse qualcuno ha alzato le mani dal manubrio? «In occasione del pareggio nella gara esterna con il Paterno, in effetti, c’è stato forse un inevitabile calo di concentrazione mentre domenica scorsa è stata una gara un pò particolare che l’Acqua&Sapone, per come l'ha affrontata, ha comunque meritato di vincere. E lo dico affinchè nessuno possa avere alibi. I numeri parlano chiaro e noi, sul prato dissestato dell’Angelini, abbiamo raccolto meno punti rispetto alle partite in trasferta. Ma è impossibile continuare a parlarne così come indicare nella pressione dell’ambiente una delle cause di alcune prestazioni negative. Siamo il Chieti e quando si gioca male è normale che qualcuno esprima delle critiche. La squadra deve però convivere con determinate tensioni legate alla gran voglia di arrivare al salto di categoria. I nostri giocatori hanno tutte le doti, tecniche e psicologiche, per rivestire il ruolo di compagine che punta in alto. E l’ho ricordato ai ragazzi alla ripresa degli allenamenti. Nessuna ansia, nessuna paura anche se è normale sentire addosso delle responsabilità. Quelle che, in positivo, ti portano ad essere più concentrato, a non commettere errori. Domenica scorsa abbiamo perso la prima partita del girone di ritorno e ricordo che quando sono arrivato su questa panchina avevamo nove punti di ritardo dalla vetta. Le cose cambiano. Sempre. E adesso siamo solo consapevoli di affrontare una buona squadra, peraltro in serie positiva, pronta a giocare le sue carte per avvicinare la testa della graduatoria».
Giuseppe Rendine
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