Luna Rossa tiene sveglia l’Italia Tronchetti Provera ci crede: «È il simbolo della rinascita»

L’amministratore di Pirelli e partner di Bertelli mostra il suo entusiasmo: «Siamo belli e concreti, ce la possiamo giocare alla pari con New Zealand»
AUCKLAND. Luna Rossa risveglia l’Italia. «In mesi così orribili poter vedere una barca con cuore e tecnologia italiani sfidare alla pari i neozelandesi credo sia un segnale di positività per tutto il Paese». Le parole di Marco Tronchetti Provera, ceo Pirelli e partner di Patrizio Bertelli in Coppa America, sono le stesse di milioni di italiani che, in piena pandemia, sognano con Luna Rossa. «Ad Auckland, con i campioni del Team New Zealand, possiamo giocarcela alla pari», dice Tronchetti Provera, che mette in mostra tutto il suo entusiasmo. I punti di forza di Luna Rossa per Tronchetti Provera sono «più di uno. L’equipaggio, le partenze, una barca che cammina di bolina ma anche di poppa». Ha detto sì a Bertelli perché «aveva buoni argomenti» e perché si è subito innamorato della barca: «La prima volta che Patrizio mi ha mostrato lo schizzo, mi sono reso conto che sarebbe stata una barca con le caratteristiche che piacciono a me: ottimizzazione della velocità, riducendo l’attrito. Il mio amore per il mare e la vela mi porta a dire che sono oggetti bellissimi». Senza pandemia sarebbe a Auckland «al cento per cento. Mi manca la regata, in mare e a terra: amo i racconti in banchina, dove ognuno ha un angolo di visuale diverso e capisci cose che non hai colto in acqua. Quelli sono momenti che rimangono».
Non solo vela, il calcio e l’Inter gli altri amori di Tronchetti Provera che passa da Bruni-Spithill a Lukaku-Lautaro. «Sono tutti campioni che ho la fortuna di collegare alle mie grandi passioni sportive. Siamo in un momento di convergenze fortunate, però devono durare. Faccio gli scongiuri. In mesi così orribili, Luna Rossa può simboleggiare la rinascita del nostro Paese». Bertelli ha già detto che, comunque vada, rifarà la Coppa America, Tronchetti Provera dice: «A questa avventura sono affezionato: ci sarà una valutazione aziendale. Il legame è comunque forte. Abbiamo ritrovato il pathos del match race, la partenza di bolina, le manovre dell’equipaggio a bordo. Si vive la regata alla vecchia maniera, però a una velocità tripla rispetto al passato», dice Tronchetti Provera che nella base di Cagliari ha provato il simulatore. «Con esiti abbastanza disastrosi: ho scuffiato più volte. Ho avuto un’idea chiara, insomma, dei danni che avrei potuto fare al timone».
Luna Rossa ha scelto la soluzione del doppio timoniere (Bruni-Spithill). «Per primo me ne parlò Max Sirena, il nostro skipper. Così era convinto di poter avere un controllo immediato del timone in ogni andatura. Con l’aiuto di Pietro Sibello, l’unico che può buttare lo sguardo sul campo di regata, si è dimostrato un vantaggio. A bordo si è creata un’armonia eccezionale, un gioco di squadra che funziona. Oltre ad essere bella esteticamente, Luna Rossa ha movimenti armoniosi: quasi il ritmo di una danza. Rimango incantato». Tronchetti Provera e Bertelli hanno sempre creduto in Jimmy Spithill. «Nel 2007 a Valencia era un ragazzino. Che sia tornato da noi, a casa, è bellissimo. Si è integrato nel team con il suo spirito simpatico. Oggi che è un uomo, ha mantenuto un modo di fare riservato, acquisendo il sorriso tipicamente italiano». Da ora in poi le regate si svolgeranno tutti i giorni. Il vento farà la sua parte più che in passato: il campo di regata è tra i più ventosi e, come ha ricordato Spithill, chi parte in testa avrà un vantaggio.
Roberto Di Candio

