Maifredi: Pescara e Bologna deludenti ora serve una scossa

Il tecnico: «Oddo deve restare in corsa in attesa del mercato I rossoblù rischiano: non sono stati costruiti per soffrire»
PESCARA. A Bologna ha vissuto i suoi anni migliori da allenatore, a Pescara non riuscì ad affermarsi. Dal 1987 al 1990, al timone degli emiliani, una promozione in serie A, una salvezza e una qua qualificazione per la Coppa Uefa. Risultati che a Gigi Maifredi valsero la chiamata della Juventus. Al contrario, tante difficoltà alla guida dei biancazzurri. Eppure, il 69enne allenatore bresciano conserva un bel ricordo della sua breve esperienza in riva all’Adriatico. Nel 1995-96, quando il Delfino militava in serie B, Maifredi prese il posto di Franco Oddo, il papà di Massimo, che venne esonerato a causa di frizioni con la società dopo aver chiuso il girone di andata al primo posto. Sotto la guida di Maifredi il rendimento fu insufficiente (9 punti in 11 gare), tant’è che la dirigenza richiamò Oddo. Domenica c’è Pescara-Bologna e il doppio ex la presenta così.
Maifredi, il Delfino è in piena crisi, ma anche i rossoblù non incantano. Che succede?
«Partita delicatissima. Il Pescara deve sbloccarsi, mentre il Bologna sta faticando soprattutto in trasferta. Diciamo che entrambe sono obbligate a fare risultato. I biancazzurri stanno facendo i conti con una dura realtà chiamata serie A. Le buone prestazione di inizio campionato lasciavano presagire un cammino diverso. Invece, con il passare del tempo sono emersi i limiti dell’organico. Anche a Bologna le aspettative sono state deluse. La dirigenza ha costruito una rosa che si pensava potesse occupare posizioni migliori. L’obiettivo dei rossoblù non è la salvezza e i risultati finora non sono stati soddisfacenti. Direi che il Bologna si ritrova in una situazione di potenziale pericolo».
Le ultime quattro vanno a ritmi lenti. Perché il Bologna dovrebbe preoccuparsi?
«Lo dico perché la squadra non è stata allestita per lottare per non retrocedere: ritrovarsi nei bassifondi potrebbe creare grandi problemi. E se il Bologna perdesse all’Adriatico e l’Empoli battesse il Cagliari il distacco scenderebbe a soli tre punti...».
Il calciomercato potrebbe risollevare il Pescara?
«Credo proprio di sì, anche se per prima cosa sarà necessario rimanere attaccati al treno salvezza. Se il distacco dalla quart’ultima dovesse aumentare nelle tre gare che mancano alla fine del girone di andata, tutto diventerebbe più complicato. È chiaro che poi la campagna acquisti dovrà essere efficace. La dirigenza sa che bisogna intervenire per mettere Oddo in condizione di far fruttare il suo gioco. Ho visto varie volte i biancazzurri e spesso hanno giocato bene. È sotto gli occhi di tutti che il tecnico abbia bisogno di un finalizzatore».
Intanto c’è stata la contestazione dei tifosi.
«Stavolta non sono d’accordo. Manca poco alla pausa invernale e i pescaresi avrebbero dovuto aspettare il mercato. A quel punto, se a gennaio non fossero arrivati i rinforzi, avrei approvato la scelta, ma ora bisogna aiutare la squadra. Sono convinto che Sebastiani correrà ai ripari potenziando l’organico».
Quali sono i calciatori del Pescara che potranno fare una buona carriera?
«Apprezzo le qualità di Benali, che abbiamo avuto a Brescia. Oltre ad essere un giocatore eclettico e affidabile, Ahmad è un ragazzo straordinario. Poi, mi piace molto Caprari. Nella passata stagione ha compiuto il salto di qualità e anche quest’anno è quasi sempre il migliore. Comunque vada, Caprari l’anno prossimo giocherà in A. D’altronde, l’Inter lo ha già acquistato. In ogni caso, auguro al Pescara di conservare la categoria. Anche se sono rimasto in Abruzzo per pochi mesi conservo un gran bel ricordo della città e dei pescaresi». (g.t.)
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