Malore per Ndicka, gara sospesa
Il difensore si accascia a terra, le squadre si fermano. Pari dell’Inter: può vincere lo scudetto nel derby
UDINE . Evan Ndicka si accascia sul campo, la panchina giallorossa richiama l’attenzione dell’arbitro, seguono attimi convulsi fino alla decisione di sospendere tutto. Il match del Bluenergy Stadium tra Udinese e Roma viene sospeso al 72’ sul punteggio di 1-1 su decisione del direttore di gara Luca Pairetto dopo essersi consultato con le due squadre. Una scelta quasi obbligata dopo la paura per il malore occorso al difensore ivoriano, che si accascia all’improvviso in campo per un dolore al petto. Paura nello stesso giorno dell’anniversario della morte di Piermario Morosini, avvenuta all’Adriatico-Cornacchia di Pescara il 14 aprile del 2012. I soccorsi a Ndicka, apparso cosciente sin da subito, sono stati immediati tanto da essere prontamente portato via in barella. De Rossi, però, è tornato negli spogliatoi per accertarsi che il giocatore stesse bene e successivamente si è confrontato con Cioffi per comunicare la volontà di non proseguire la sfida: i giocatori sono apparsi sotto shock e non se la sono sentita di proseguire il match. L’Udinese ha accettato e la gara, così è stata interrotta al 72’ sul punteggio di 1-1 con le reti di Pereyra e Lukaku: la prosecuzione dell’incontro è stata rinviata a data da destinarsi. In serata l'allenatore Daniele De Rossi ha fatto visita al giocatore giallorosso in ospedale e appena uscito, rivolgendosi alla folla di giornalisti e teleoperatori presenti, ha sorriso rassicurando tutti esclamando «bene, bene».
Pari nerazzurro. Il Cagliari strozza l’urlo in gola degli oltre 72 mila di San Siro che già pregustavano un’altra notte magica. Invece il coraggio, la determinazione e l’abnegazione dei rossoblù regalano a Claudio Ranieri un punto d’oro nella corsa alla salvezza, mentre l’Inter (+ 14 sulla seconda) avrà comunque il suo match-point scudetto nel derby con il Milan (pari in rimonta ieri a Reggio Emilia contro il Sassuolo) di lunedì sera: servirà però vincere per cucirsi la seconda stella in casa dei cugini. I sardi hanno rincorso e ripreso, per ben due volte, l’Inter uscendo dalla Scala del calcio a braccia alzate. Qualche protesta nerazzurra in occasione del gol del 2-2 per un gomito sospetto di Lapadula. Curiosamente nell’ultimo fine settimana hanno pareggiato tutte le prime cinque formazioni della graduatoria.
Napoli contestato. È finita con una dura contestazione ai giocatori del Napoli la partita pareggiata (2-2) con il Frosinone. Nonostante che già al fischio finale dell'arbitro Fabbri e prima ancora sul finire della gara bordate di fischi si fossero levate verso gli azzurri, i calciatori sono andati verso una delle curve per salutare il pubblico. A questo punto i fischi si sono fatti più intensi e sono partiti i cori di disapprovazione. «Andate a lavorare» e «Meritiamo di più» sono soltanto alcuni degli slogan utilizzati in coro del pubblico. Durissima anche la contestazione nei confronti della società e in particolare del presidente De Laurentiis, preso di mira durante buona parte del secondo tempo.
Lutto nel calcio. Il calcio piange la morte di Natale Bianchedi, uno dei profili meno noti del Milan di Berlusconi, ma tra i protagonisti più apprezzati dietro le quinte. La "spia di Sacchi" visionava squadre e giocatori per conto del tecnico romagnolo, chiamato "ministro degli esteri" come braccio destro dell'uomo che cambiò il calcio a cavallo tra anni Ottanta e Novanta.
Angelo Caradonna

