Mammarella ci crede «Gioco e carattere, questo è il Lanciano»

27 Ottobre 2014

Miglior attacco della serie B (insieme al Carpi dell’ex Castori) e imbattibilità esterna. Domani sera la Pro Vercelli al Biondi

LANCIANO. Ove mai ve ne fosse bisogno, la gara di sabato scorso al Partenio ha definitivamente chiarito i contorni del tanto decantato "spirito Virtus".

Uscire imbattuti da uno dei campi meno agevoli dell'intera serie B, riuscendo addirittura a portarsi in vantaggio con la squadra ridotta in nove (contro dieci) dalle espulsioni comminate a Thiam e Ferrario, non è impresa alla portata di chiunque. Occorrono carattere, determinazione e furore agonistico: praticamente le peculiarità della Virtus targata D'Aversa. Che alla vigilia del match in terra irpina, proprio questo aveva chiesto ai suoi ragazzi: giocare da squadra operaia senza però rinunciare alla fase offensiva. Grazie alla quale, a tutt'oggi occupa il primo posto (in coabitazione col Carpi dell'ex Castori) nella speciale tabella riservata agli attacchi più prolifici. Diciotto le reti messe a segno in queste prime dieci gare di campionato. Reti distribuite tra otto giocatori diversi, l'ultimo dei quali, sbloccatosi appunto ad Avellino, era forse il più atteso, avendo abituato sin troppo bene i tifosi. «Ci tenevo anch'io ad infrangere il digiuno», tiene a sottolineare l'interessato diretto, Carlo Mammarella, «anche se il merito della mia prima segnatura stagionale va condiviso con Cerri. Che ha avuto l'intuizione giusta consentendomi, con un lancio in profondità, di scavalcare la loro linea difensiva arrivando a tu per tu col portiere. Eravamo in una fase assai delicata della partita, con un uomo in meno e un avversario che stava cercando in tutti i modi di sbloccare il risultato. Essere riusciti a colpirli proprio in quel momento è stato dunque fondamentale, anche se poi non è bastato a garantirci l'intera posta in palio, avendo comunque a che fare con un avversario per nulla disposto ad uscire dal campo a mani vuote. Resta comunque la soddisfazione di aver nuovamente disputato una prova importante, sul piano del gioco e dal punto di vista caratteriale, dando continuità ai nostri risultati (sesto utile di fila e imbattibilità esterna preservata, ndc), come ci chiede il mister». A giudicare esclusivamente dai cartellini, si direbbe sia stata una battaglia, più che una partita di calcio... «E' vero», ammette il capitano rossonero, «ma chi ha visto le immagini o era presente allo stadio si sarà reso conto della correttezza delle due squadre. Semmai è stata la gestione del match che ha lasciato a desiderare, finendo con lo scontentare, danneggiandole in prospettiva (chiaro il riferimento alle squalifiche dei quattro calciatori espulsi, ndc) entrambe le contendenti. Prendiamoci dunque questo punto, colto pur sempre su uno dei campi più ostici del girone, e guardiamo avanti, visto che tra un paio di giorni si torna di nuovo in campo, al Biondi contro la Pro Vercelli».

Con quasi un quarto di campionato in archivio, dove pensa possa arrivare la Virtus? «Per il sottoscritto, come per tanti altri compagni di squadra, questo è il terzo anno di fila tra i cadetti e le due precedenti esperienze ci hanno ormai insegnato a vivere alla giornata, evitando ogni eccesso. L'obiettivo principale è sempre lo stesso: assicurarci al più presto la permanenza nella categoria per poi cercare di piazzarci più in alto possibile tenendo sempre ben presente», la chiosa finale di Mammarella, «che con una classifica così corta, basta davvero un niente per stravolgere completamente, in positivo come in negativo, quanto ottenuto in precedenza».

Stefano De Cristofaro

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