Mancuso ci crede: Pescara senza limiti

L’attaccante: «Puntiamo al massimo, a Palermo senza paura»
Mancuso, Pescara in testa e lei re dei bomber. Se l’aspettava?
«Ci godiamo il momento senza fare voli pindarici. Restiamo con i piedi per terra e continuiamo a pedalare. A livello personale ho sempre pensato a trarre il massimo da ogni situazione. Nel calcio e nella vita bisogna crederci sempre e per ora sta andando tutto per il verso giusto».
Domenica il big match a Palermo. Che gara sarà?
«Affronteremo la squadra più forte del campionato insieme al Benevento e al Verona. Andremo al Barbera per fare la nostra partita come sempre. Mi aspetto una gara spettacolare e per noi sarà una verifica importante. Giocheremo senza paura nella speranza di poter mettere in campo le cose buone che sappiamo fare. In tal caso, potremmo mettere in seria difficoltà il Palermo».
Si respira un’aria nuova nel vostro spogliatoio. Cosa è cambiato rispetto alla passata stagione?
«I giocatori che sono rimasti, tra i quali ci sono anch’io, avevano una gran voglia di rivalsa dopo un campionato difficoltoso. Siamo stati bravi a trasmettere questo desiderio ai nuovi arrivati».
Il Pescara è in vetta da un mese. Perché non gettare via la maschera e dire: “Per la A ci siamo anche noi”?
«Perché in serie B gli scenari cambiano in fretta. Quando mancherà poco alla fine dei giochi, se saremo ancora in una buona posizione, non ci nasconderemo e daremo il massimo per conquistare uno storico traguardo».
Lei è arrivato con Zeman, ma è esploso con Pillon. Differenze tra i due tecnici?
«Tante. Zeman lo conoscono tutti, è una persona particolare. Purtroppo non è stata una stagione positiva, ma il boemo resta un maestro. Con Pillon abbiamo trovato subito una stabilità e si è creato un gruppo unito. Ha svolto un ottimo lavoro in una fase delicata meritandosi la conferma. Siamo ripartiti con lui e stiamo facendo grandi cose».
Nel torneo 2017-18, nonostante i tanti problemi, ha chiuso il torneo con 9 reti all’attivo.
«Diciamo che l’anno scorso ho preso confidenza con la categoria. Piano piano mi sono ambientato e ora sto raccogliendo i frutti. La serie A? Punto al massimo, come ogni calciatore. Bisogna fare un passo alla volta, la mia storia è questa. Riti scaramantici? Non ne ho, a differenza di tanti miei colleghi».
La città sogna e nella gara con il Lecce all’Adriatico c’è stato il record stagionale di presenze, quasi novemila.
«L’entusiasmo è cresciuto tantissimo. Tocca a noi conservarlo fino alla fine del campionato, perché giocare davanti a un pubblico così caldo e passionale è bellissimo».
Lei è in prestito dalla Juventus. Pensa di poter giocare in futuro con Cristiano Ronaldo?
«Bisogna essere consapevoli di quelle che sono le proprie potenzialità. Credo che sia molto difficile, se non impossibile, però sognare non costa nulla. Di certo, per giocare insieme a lui almeno una volta sarei disposto a ricoprire qualsiasi ruolo, farei tranquillamente anche il portiere».
Tempo fa un suo ex allenatore, Ivo Iaconi, ha detto al Centro: “Mancuso è troppo crudele con se stesso, si autogiudica con troppa severità”. È la verità?
«Sì, forse ha ragione il mister. Con Iaconi ho avuto un ottimo rapporto, anche se mi ha allenato per poco tempo alla Carrarese. Sono convinto che l’autocritica debba esserci, questo sì, però a volte dovrei essere più spensierato».
Un altro suo ex tecnico, Roberto Venturato del Cittadella, ha svelato il retroscena del suo addio dicendo: “Mancuso ha scelto di andare via”.
«Era una situazione particolare. Il Cittadella era retrocesso in C ed io rientravo per fine prestito dal Catanzaro. Ho deciso di tornare in Calabria e alla fine i veneti hanno vinto il campionato, invece noi abbiamo disputato un torneo di sofferenza salvandoci all’ultima giornata. Per di più, al termine della stagione, la società non mi ha rinnovato il contratto e sono rimasto senza squadra. Ho preso quella decisione con il cuore perché a Catanzaro mi sono trovato bene. Per fortuna poi è arrivata la chiamata della Samb (grazie a Sandro Federico, attuale ds del Teramo, ndr).
Chiudiamo con il suo hobby, la pesca.
«Un po’ ho rallentato perché non abbiamo molto tempo libero, ma il pensiero c’è sempre. Mi rilassa e quando posso faccio un salto a San Vito».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Ci godiamo il momento senza fare voli pindarici. Restiamo con i piedi per terra e continuiamo a pedalare. A livello personale ho sempre pensato a trarre il massimo da ogni situazione. Nel calcio e nella vita bisogna crederci sempre e per ora sta andando tutto per il verso giusto».
Domenica il big match a Palermo. Che gara sarà?
«Affronteremo la squadra più forte del campionato insieme al Benevento e al Verona. Andremo al Barbera per fare la nostra partita come sempre. Mi aspetto una gara spettacolare e per noi sarà una verifica importante. Giocheremo senza paura nella speranza di poter mettere in campo le cose buone che sappiamo fare. In tal caso, potremmo mettere in seria difficoltà il Palermo».
Si respira un’aria nuova nel vostro spogliatoio. Cosa è cambiato rispetto alla passata stagione?
«I giocatori che sono rimasti, tra i quali ci sono anch’io, avevano una gran voglia di rivalsa dopo un campionato difficoltoso. Siamo stati bravi a trasmettere questo desiderio ai nuovi arrivati».
Il Pescara è in vetta da un mese. Perché non gettare via la maschera e dire: “Per la A ci siamo anche noi”?
«Perché in serie B gli scenari cambiano in fretta. Quando mancherà poco alla fine dei giochi, se saremo ancora in una buona posizione, non ci nasconderemo e daremo il massimo per conquistare uno storico traguardo».
Lei è arrivato con Zeman, ma è esploso con Pillon. Differenze tra i due tecnici?
«Tante. Zeman lo conoscono tutti, è una persona particolare. Purtroppo non è stata una stagione positiva, ma il boemo resta un maestro. Con Pillon abbiamo trovato subito una stabilità e si è creato un gruppo unito. Ha svolto un ottimo lavoro in una fase delicata meritandosi la conferma. Siamo ripartiti con lui e stiamo facendo grandi cose».
Nel torneo 2017-18, nonostante i tanti problemi, ha chiuso il torneo con 9 reti all’attivo.
«Diciamo che l’anno scorso ho preso confidenza con la categoria. Piano piano mi sono ambientato e ora sto raccogliendo i frutti. La serie A? Punto al massimo, come ogni calciatore. Bisogna fare un passo alla volta, la mia storia è questa. Riti scaramantici? Non ne ho, a differenza di tanti miei colleghi».
La città sogna e nella gara con il Lecce all’Adriatico c’è stato il record stagionale di presenze, quasi novemila.
«L’entusiasmo è cresciuto tantissimo. Tocca a noi conservarlo fino alla fine del campionato, perché giocare davanti a un pubblico così caldo e passionale è bellissimo».
Lei è in prestito dalla Juventus. Pensa di poter giocare in futuro con Cristiano Ronaldo?
«Bisogna essere consapevoli di quelle che sono le proprie potenzialità. Credo che sia molto difficile, se non impossibile, però sognare non costa nulla. Di certo, per giocare insieme a lui almeno una volta sarei disposto a ricoprire qualsiasi ruolo, farei tranquillamente anche il portiere».
Tempo fa un suo ex allenatore, Ivo Iaconi, ha detto al Centro: “Mancuso è troppo crudele con se stesso, si autogiudica con troppa severità”. È la verità?
«Sì, forse ha ragione il mister. Con Iaconi ho avuto un ottimo rapporto, anche se mi ha allenato per poco tempo alla Carrarese. Sono convinto che l’autocritica debba esserci, questo sì, però a volte dovrei essere più spensierato».
Un altro suo ex tecnico, Roberto Venturato del Cittadella, ha svelato il retroscena del suo addio dicendo: “Mancuso ha scelto di andare via”.
«Era una situazione particolare. Il Cittadella era retrocesso in C ed io rientravo per fine prestito dal Catanzaro. Ho deciso di tornare in Calabria e alla fine i veneti hanno vinto il campionato, invece noi abbiamo disputato un torneo di sofferenza salvandoci all’ultima giornata. Per di più, al termine della stagione, la società non mi ha rinnovato il contratto e sono rimasto senza squadra. Ho preso quella decisione con il cuore perché a Catanzaro mi sono trovato bene. Per fortuna poi è arrivata la chiamata della Samb (grazie a Sandro Federico, attuale ds del Teramo, ndr).
Chiudiamo con il suo hobby, la pesca.
«Un po’ ho rallentato perché non abbiamo molto tempo libero, ma il pensiero c’è sempre. Mi rilassa e quando posso faccio un salto a San Vito».
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