Mandragora, il talento nato tra i vicoli
A 18 anni gioca come un veterano: «A Napoli si cresce molto in fretta»
Ha 18 anni, ma in campo e fuori Rolando Mandragora si muove da veterano. Con il pallone e davanti ai microfoni dimostra molto più dei suoi anni. L’Under 21 riconsegna al Pescara un giocatore ancor più convinto dei propri mezzi. «L’obiettivo è la promozione, che arrivi direttamente o attraverso i play off poco importa», sostiene il regista della squadra di Massimo Oddo che martedì è salito fino a Castel di Sangro per verificare le sue condizioni in vista dell’anticipo di domani sera contro l’Avellino all’Adriatico-Cornacchia. «Sto bene, le prestazioni e i risultati con la Nazionale under 21 sono stati confortevoli. Sono pronto a rituffarmi nel Pescara». Con Oddo è il regista del 4-3-1-2 e con Di Biagio è uno dei due centrali del centrocampo. «Fa poca differenza», spiega il 18enne di Scampia, uno dei quartieri più “difficili” di Napoli. «Per necessità ho giocato anche da difensore centrale (con la Ternana dopo l’espulsione di Fornasier, ndr), ma il mio posto è in mezzo al campo». Giovane all’anagrafe, ma gioca da veterano. «Vengo dalla strada, dai quartieri di Napoli dove se non ti fai furbo la palla non la vedi mai».
Eccolo il segreto di questo ragazzo di proprietà del Genoa che nel marzo scorso Gasperini ha lanciato in prima squadra per contrastare Paul Pogba. «A Napoli cresci più in fretta che altrove. Ti insegna a vivere. E’ una città con tante problematiche e se non aguzzi l’ingegno non riesci a farti spazio. Io sono andato via di casa a 14 anni e ho dovuto imparare a cavarmela da solo».
Ha girato l’Italia in lungo e in largo per fare provini, tante bocciature. Poi il Genoa gli ha aperto un nuovo orizzonte. «Devo moltissimo a Marcello Donatelli, che mi ha allenato nei Giovanissimi». Non a caso Marcello Donatelli è uno dei collaboratori di Massimo Oddo. Adora Thiago Motta Mandragora, si ispira al centrocampista del Paris Saint Germain e un po’ lo ricorda per caratteristiche tecniche e fisiche.
Napoli croce e delizia per il ragazzo di Scampia. «Il sogno nel cassetto? Beh, non può che essere quello di vestire un giorno la maglia della squadra della mia città. O, comunque, giocare in serie A».
A Pescara è in prestito secco dal Genoa che in biancazzurro nel 2012 aveva mandato un altro giovane per farsi le ossa, Mattia Perin. «Ho alle spalle una carriera breve. E questo è il momento più esaltante, tra Pescara e under 21. In Abruzzo ho trovato un bell’ambiente e un gruppo giovane, ma motivato. Vogliamo andare in serie A». Mandragora è un predestinato, su di lui si sono concentrate le attenzioni delle big, in primis Inter, Napoli e Juventus. «Certe voci fanno piacere. Ma io penso a giocare. E ora il pensiero è rivolto all’Avellino. La squadra ha fatto bene a Como, ha conquistato una vittoria importante a cui bisogna dare seguito per cercare di scalare qualche altra posizione in classifica».
@roccocoletti1
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