Maniero: «Pescara, ti rispetto»

19 Settembre 2015

Parla l’ex capitano: se dovessi segnare non esulterei. Sono legato alla città e non volevo andare via

PESCARA. Non è la prima da ex, ma l’emozione sarà la stessa di qualche mese fa. Riccardo Maniero è pronto a sfidare di nuovo il suo passato, stavolta con la maglia del Bari. Lo scorso 22 febbraio indossava quella del Catania e all’Adriatico i tifosi biancazzurri lo fischiarono ad ogni tocco di palla. Non tanto gli ultrà della Nord, piuttosto dagli altri settori dello stadio volarono parole poco carine nei suoi confronti. A nulla valsero le frasi di amore pronunciate alla vigilia dal bomber napoletano verso la città che lo aveva adottato. «Quando», racconta Maniero, «sono tornato a Pescara da avversario nella passata stagione i tifosi mi hanno considerato un traditore. Ma la verità è che non volevo andare via a gennaio anche se ero in scadenza di contratto. Sono stato quattro anni in Abruzzo, conservo tuttora molte amicizie e l’affetto per i pescaresi è rimasto immutato».

Pescara era diventata la sua seconda casa, o forse lo è ancora, ma il suo passaggio al Catania nel mercato di gennaio incrinò il rapporto. Oggi pomeriggio, per la seconda volta in carriera affronterà il Delfino. «Sentirò molto la partita, ma sono molto carico. Non vedo l’ora di scendere in campo. Ovviamente, per rispetto nei confronti dei tifosi biancazzurri, se dovessi segnare non esulterei».

Al contrario, avrebbe gioito in modo sfrenato se i suoi ex compagni avessero sconfitto il Bologna lo scorso giugno nella finalissima play off. Addirittura, nel match di andata si presentò in tribuna all’Adriatico per sostenerli. Quello di ritorno lo vide in televisione provando la stessa amarezza dei pescaresi per un epilogo ingiusto. Con il Pescara Maniero ha segnato 36 gol in 101 partite diventando nella passata stagione capitano della squadra. Lui e Marco Baroni avevano un feeling molto forte. Quando il centravanti fece le valigie, l’attuale tecnico del Novara ci rimase molto male. Ma la verità è che i dirigenti non hanno mai creduto in lui fino in fondo.

In Abruzzo Pippo conquistò la promozione in serie A nel 2012. Sulla panchina biancazzurra sedeva Zdenek Zeman, ma di quella squadra sono rimasti soltanto Gianluca Caprari e Marco Sansovini. Con il primo il legame è fraterno. I due si sentono spesso e oggi a fine gara si scambieranno le maglie. Quando il Pescara vinse il torneo di B alla penultima giornata Caprari fu il mattatore contro la Sampdoria, mentre nell’ultimo atto Maniero segnò la rete numero 90 della corazzata zemaniana. «Non potrò mai dimenticare la festa in città e il mio gol contro la Nocerina che valse il primo posto. Purtroppo, poi le cose sono cambiate». Il suo addio scatenò tante polemiche con vari botta e risposta tra lui e il presidente Daniele Sebastiani. Alla fine il centravanti scuola Juventus ribadì che l’intenzione della società era quella di scaricare su di lui le colpe della separazione. Al termine del match Pescara-Catania i due si abbracciarono, ma da quel giorno non si sono più sentiti. L’incontro odierno sarà anche una sfida a distanza tra Maniero e Cocco. «Spero di vincere il duello. Abbiamo le qualità per dimostrare il nostro valore e vincere la partita. Dobbiamo rimanere concentrati dall’inizio alla fine, abbiamo tanta voglia di disputare un torneo da protagonisti. Mi sono trovato subito bene con i nuovi compagni e mi auguro di continuare su questa strada». Ci sono tutte le premesse per assistere ad un gara emozionante. D’altronde, dopo la delusione dell’ultimo campionato, le ambizioni del Pescara non sono cambiate. Chi la spunterà in questo match dal sapore di A?

Giovanni Tontodonati

©RIPRODUZIONE RISERVATA