Marco Pomante, grinta e gavetta: con lui un Teramo vincente

Serie D, il personaggio. Il tecnico di Silvi in quattro anni ha fatto grandi i biancorossi e ora vuole la C. (Nella foto, Marco Pomante con la famiglia dopo la finale vinta con il Notaresco)
TERAMO. Due promozioni conquistate e due play off di serie D vinti in quattro anni. Con l'aggiunta di una Coppa Mancini (2023) e di una Coppa Italia di Eccellenza (2024). Marco Pomante e il Teramo, storia di un binomio vincente nato nell'estate del 2022, quando il calcio cittadino fu costretto a ripartire dalla Promozione e senza un campo dove giocare e allenarsi. Quattro anni nei quali Pomante, una lunga carriera da difensore alle spalle (al Pescara, squadra della quale è tifoso, è stato anche capitano), si è messo in gioco, lavorando con umiltà, serietà e ambizione, fino a sognare il salto in serie C con i biancorossi.
Record a un passo. Il prossimo anno, salvo sorprese, il 42enne tecnico di Silvi (sotto contratto per un'altra stagione) si appresta a diventare il primo allenatore alla guida del Diavolo per cinque campionati consecutivi, superando in questa speciale classifica nomi che hanno fatto la storia del Teramo come Maurizio Bruno (in panchina dal 1975 al 1979) e Luciano Zecchini (2001-2005).
La gavetta. Per raccontare la storia tra Pomante e il Teramo bisogna necessariamente tornare indietro di quattro anni. È l'estate del 2022 e in città si vive il "dramma" sportivo della perdita del professionismo avvenuta da poche settimane. Pomante, reduce dall'esperienza di Pineto (dove, nel 2021, vince da allenatore i suoi primi play off di serie D), accetta di sposare insieme al ds Paolo D'Ercole il progetto della rinnovata società chiamata Città di Teramo, che ha al vertice il presidente Eddy Rastelli e il direttore generale Romolo De Baptistis. Si spera di potere ripartire dalla D, ma così non sarà. Il Teramo viene spedito nell'inferno del campionato di Promozione e Pomante non si tira indietro.
Il tecnico di Silvi si mette in gioco, ma deve affrontare varie difficoltà, tra le quali la mancanza dello stadio (le gare interne si giocano a Montorio al Vomano) e una rosa inizialmente allestita con pochi elementi. Al suo fianco ci sono i fedelissimi Vincenzo Vespa (vice allenatore), Francesco Petrarca (preparatore atletico) e Gianni Di Giacomo (preparatore dei portieri), colleghi e, soprattutto, amici con i quali condivide l'avventura teramana fin dal primo giorno. Ivan Speranza, prima da giocatore e poi (dal 2023) nei panni di club manager, diventa un suo punto di riferimento nello spogliatoio del Teramo. «Non dimentichiamoci da dove siamo partiti quattro anni fa. Il primo giorno di allenamento c'erano più giornalisti che giocatori», ha ricordato Pomante domenica scorsa dopo il successo contro il Notaresco. Fedele al modulo 3-4-2-1, Pomante inizia a inanellare vittorie che lo portano alla conquista del campionato di Promozione e della Coppa Mancini. Nella seconda stagione, in Eccellenza, c'è una nuova società (diventa presidente l'imprenditore Filippo Di Antonio) e l'asticella si alza. Si torna a giocare al Bonolis e il Teramo vince il campionato qualche mese dopo essersi tolto lo sfizio di battere il Giulianova ai rigori nella finale di Coppa Italia di Eccellenza abruzzese.
Le ambizioni. Gli ultimi due anni sono quelli della serie D e vissuti con il sogno di riportare il Teramo tra i professionisti. Sul campo la missione non è riuscita, ma tra qualche settimana potrebbe essere un ripescaggio o una sostituzione a fare sì che il Diavolo possa salire di categoria. Sono i giorni dell'attesa e della fiducia. Pomante, nel frattempo, si gode la conquista del secondo play off di fila, che va a mitigare l'amarezza per non avere vinto il campionato (terzo posto, con 74 punti fatti).
Non tutto è andato liscio, nella stagione appena conclusa (nel mirino della critica qualche pareggio di troppo, con le cosiddette "piccole", e l'avere mantenuto sempre la stessa impostazione tattica), ma Pomante, fresco di qualifica Uefa-A ottenuta al corso di Coverciano, non si è scomposto, si è rifugiato nel lavoro quotidiano e ha agito seguendo un suo principio, cioè la coerenza nelle scelte.
Il futuro. La società si è già espressa, con parole d'elogio, ribadendo pubblicamente la volontà di proseguire il progetto insieme a lui. E non è da escludere che, nei colloqui in corso tra le parti, si possa anche valutare l'ipotesi di allungare il contratto di Pomante in scadenza nel 2027.
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