Marini: il Montorio è l’unica squadra mai retrocessa

LANCIANO. Se in Italia l'Inter di Thoir è l'unico club a non aver mai conosciuto nella sua storia la serie B, anche in Abruzzo c'è una squadra che può vantare un primato: il Montorio 88 di Antonio...
LANCIANO. Se in Italia l'Inter di Thoir è l'unico club a non aver mai conosciuto nella sua storia la serie B, anche in Abruzzo c'è una squadra che può vantare un primato: il Montorio 88 di Antonio Marini da 24 anni (quando è stato introdotto il campionato (1991-’92), ha sempre partecipato, senza mai retrocedere. Un record, per un paese che supera di poco gli 8.000 abitanti e che ha nel calcio e nella pallavolo (la cui squadra maschile milita in B2) le massime espressioni sportive. E non è poco.
«Un motivo di vanto per l'intera comunità, anche se la presenza di altre realtà calcistiche cittadine ha un po' frazionato il numero dei nostri supporters, che spero tornino ad affollare gli spalti del Pigliacelli come ai bei tempi», dice lo stesso Antonio Marini, presidente del sodalizio giallonero dal 2000, ma presente, in altri ruoli dirigenziali, sin dal primo campionato di Eccellenza.
Chi meglio di lei, quindi, per fare le carte alla nuova stagione agonistica?
«Sarà il “solito” torneo: combattuto ed equilibrato come pochi nel calcio dilettantistico. Del resto non vedo squadre materasso in giro, così come sono molte le compagini che, essendosi rinforzate, hanno eguali possibilità di lottare sino in fondo per il salto di categoria».
Ha individuato le potenziali protagoniste?
«Di sicuro nel gruppo non ci saremo noi! Battute a parte, credo che Pineto, Angolana e Paterno siano le formazioni da battere, almeno sulla carta, con Vastese e Francavilla subito dietro. Quanto alle immancabili sorprese, cito i nostri "cugini" di Morro d'Oro e Martinsicuro, che mi sembra abbiano allestito organici di tutto rispetto».
E il suo Montorio?
«Mi piacerebbe poterlo annoverare tra le squadre rivelazione, ma è meglio non farsi illusioni, anche se come sempre daremo filo da torcere a tutti. Come ogni anno abbiamo cambiato molto, tenendo sempre fede però ai nostri parametri: spazio ai giovani e al bando le spese folli. Non è un caso, del resto, se a distanza di circa un quarto di secolo, siamo sempre qui, a giocarcela, mentre altre realtà della nostra zona, quali Notaresco, Morro d'Oro, Santegidiese, Nereto, Rosetana, Tortoreto ed Hatria, sono state costrette a ripartire da zero o giacciono tuttora nelle categorie inferiori. Mai fare il passo più lungo della gamba: è questo, da sempre, il nostro motto».
E i potenziali protagonisti a livello individuale?
«C'è solo l'imbarazzo della scelta, specie in attacco. Non volendo però fare torto a nessuno, cito tre miei ex giocatori, ai quali auguro le migliori fortune: Potacqui, Pigliacelli e Di Giorgio».
La chiusura è più che altro un auspicio.
«Rivolto soprattutto alla classe arbitrale. Che spero si confermi all'altezza della situazione. Certo, perché ciò avvenga è necessaria la collaborazione tra le parti e anche che i buoni propositi sbandierati in occasione dei raduni dedicati al fair play non restino parole al vento».(s.d.c.)
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