Marino, il cuore diviso a metà

13 Dicembre 2014

Il dg dell’Atalanta (irpino doc) è il doppio ex della sfida: «Delfino in ripresa, ma occhio all’Avellino»

PESCARA. Un tuffo nel passato. Pescara-Avellino è anche la sua partita, perché la carriera dell’attuale direttore generale dell’Atalanta, Pierpaolo Marino, è iniziata in Irpinia, ma ha toccato pure le rive dell’Adriatico per diversi anni.

Marino, per lei è la gara dei ricordi?

«Direi di sì. Ne ho davvero tanti. Ad Avellino sono nato, ho lavorato in due periodi diversi per un totale di 11 anni nel club diventando anche presidente, mentre a Pescara ho vissuto un’esperienza intensa dal 1991 al 1996».

Due città dove il calcio è molto sentito.

«Sono piazze nobili che possono sfruttare bacini di grande rilevanza. Insomma, hanno tutti i requisiti per stare in serie A. Quando ero a Pescara una volta riuscimmo a vendere 16mila abbonamenti, un numero incredibile per una provinciale. Il calore dei pescaresi è paragonabile a quello dei napoletani, una passione propria della gente di mare, mentre la tifoseria avellinese è più montanara, somiglia a quella atalantina. Però entrambe sono molto esigenti».

Rastelli e Baroni ce la faranno a riportarle nella massima serie?

«Questo non lo so, ma di sicuro sarei meravigliato se Pescara e Avellino non partecipassero ai play off. Possiedono organici in grado di classificarsi tra le prime otto. Comunque, i due allenatori sono monitorati dai club di A: Rastelli lo conosco bene perché lavora nella mia città di origine, mentre Baroni è stato con me nella Roma. Era un calciatore modello, un professionista esemplare e mi sembra che anche da tecnico punti molto sulla cultura del lavoro».

Vuole dirci chi vincerà?

«È difficile fare un pronostico. Ho visto l’Avellino dieci giorni fa a Bergamo (Atalanta-Avellino 2-0 in Coppa Italia, ndc) e mi è sembrata la solita squadra ben organizzata. Nelle ultime gare ha raccolto meno di quanto meritato. Non ha avuto fortuna, perciò al posto di Baroni non mi fiderei tanto dell’avversario. Il Pescara mi sembra in ripresa, sarà una partita combattuta tra due ottime compagini che hanno alcuni tratti in comune. Ad esempio, sia l’Avellino che il Pescara si esprimono meglio quando giocano in trasferta».

A breve si riaprirà il calciomercato. Se la sente di suggerire qualche nome alle due società?

«No, avranno già le idee chiare. So che l’Avellino cerca un centrocampista ed un attaccante, mentre non conosco le intenzioni del Pescara».

A proposito di affari. Ci risulta che nella passata stagione l’Atalanta abbia seguito Brugman e, ultimamente, il baby Torreira…

«Siamo interessati a tutti i calciatori che si mettono in mostra nella serie cadetta. L’anno scorso Brugman ha disputato un ottimo torneo, ma ora deve riprendersi dall’infortunio, mentre Torreira gioca nella Primavera. Sono due profili interessanti, ma al momento non c’è nessuna trattativa».

Chiudiamo con un pensiero sul compianto Pietro Scibilia. Sa che, in una delle sue ultime interviste rilasciate al Centro, le fece tanti complimenti?

«Non potrò mai dimenticare il Commendatore, un vero gentiluomo. Avevamo un rapporto splendido. Quando arrivai a Pescara si doveva risanare il bilancio. Prendemmo tanti giovani dalla C, tra i quali Allegri e Massara, e alla fine arrivò l’incredibile promozione in A. Ho ancora in mente le immagini della festa: la città era impazzita. Mi auguro di ritrovare presto i biancazzurri in A».

Giovanni Tontodonati

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