Medico Fifa: meglio fermi fino a settembre
ROMA. «Sono scettico. Non si dovrà tornare a giocare prima della fine di agosto o dell'inizio di settembre. Il calcio improvvisamente non è la cosa più importante della vita. Sarei contento di poter...
ROMA. «Sono scettico. Non si dovrà tornare a giocare prima della fine di agosto o dell'inizio di settembre. Il calcio improvvisamente non è la cosa più importante della vita. Sarei contento di poter riprendere le prossime stagioni senza ulteriori problemi e sarei altresì felice di veder ripartire i campionati. Bisogna evitare il ritorno del virus, che non è impossibile. Dobbiamo essere prudenti, è una questione di vita o di morte». Lo ha detto Michel D'Hooghe, medico belga e presidente del Comitato medico della Fifa, come riporta il Daily Telegraph. Una doccia gelata sulle speranze del calcio di ripartire. In Italia il dibattito si è arricchito di interventi. I calciatori hanno criticato la scelta del Governo, di far svolgere gli allenamenti degli sport professionistici individuali e di impedirli ai calciatori professionisti «in forma individuale», definendola «discriminatoria e illogica». È stata la dura presa di posizione dell'Aic sul Dpcm che ha fissato le nuove direttive dal 4 maggio. L'Assocalciatori ha auspicato «un pronto intervento del Governo utile ad eliminare le evidenti distorsioni». Il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, poi, in serata, ha telefonato al presidente dell'Aic, Damiano Tommasi, col quale ha avuto una lunga conversazione, spiegando che «non c'era altra scelta rispetto alla differenziazione nella ripresa degli allenamenti tra sport individuali e sport di squadra». La scelta del Governo, ha aggiunto Spadafora, è dovuta alle indicazioni stringenti del comitato tecnico scientico, secondo il quale gli sport di squadra prevedono lo spostamento di un maggior numero di persone.
Sulla stessa lunghezza d’onda dell’Aic anche Claudio Lotito, presidente della Lazio, da sempre fautore della linea della ripresa del campionato. «Al di là dei diritti televisivi, dei valori economici che esistono e sono importanti quello che conta far capire è l'importanza del ruolo sociale del calcio. Rischiamo danni irreparabili per centinaia e centinaia di milioni, se non ripartiamo. Quel dpcm è illogico», ha detto. «Un giocatore che appartiene a uno sport individuale si può allenare nei centri sportivi, un giocatore che appartiene a uno sport di squadra non si può allenare», ha aggiunto, «troveremo Immobile e Dzeko a Villa Borghese, e Insigne sul lungomare Caracciolo. È una cosa assurda».

