Memushaj deludente Giannetti evanescente

21 Marzo 2021

Buon rientro di Drudi. Ceter combatte ma non è pericoloso

6 fiorillo. La traversa lo salva su Lanzafame di testa, per il resto normale amministrazione senza grossi picchi.
5,5 bellanova. Diligente in fase difensiva. Porta palla, spinge con minore intensità rispetto al solito. Questa volta non convince.
5,5 Galano (dal 29’ st). Un paio di guizzi, ma niente che possa incidere sulla partita.
5,5 sorensen. Il danese si aggrappa all’esperienza per lunghi tratti, ma nell’azione del gol partita anche lui (come Ceter) ha delle responsabilità. Più che alla palla sembra interessato all’uomo. E Meggiorini gli parte davanti agli occhi per andare a colpire la palla.
6 drudi. Martedì sera, secondo Grassadonia, non era pronto per giocare un’ora contro l’Ascoli; sabato, invece, è nell’undici titolare. E se la cava dignitosamente, andando spesso in anticipo e fornendo una prova senza grosse sbavature.
6 guth. Il giovane brasiliano regge l’urto degli avanti vicentini. Conferma di essere in fiducia nell’ambito di un processo di crescita incoraggiante. Alla fine esce per infortunio.
5,5 masciangelo. Generoso per carità. Specialmente nel primo tempo. Ma, al tempo stesso, confusionario e poco lucido. Non sempre preciso al cross.
5,5 nzita (dal 29’ st). Non cambia il corso degli eventi.
6 dessena. Adesso che sembra in buone condizioni atletiche alle intenzioni corrispondono anche le azioni. Ci mette grinta. E anche un po’ di personalità, lottando fino alla fine.
5 memushaj. Grassadonia gli dà in mano le chiavi del centrocampo, ma nell’albanese non si accende la scintilla di chi dovrebbe guidare il reparto con geometria, ritmo e personalità. Conferma di non essere ancora pronto per i 90’, a differenza di quanto stabilisce Grassadonia.
6 busellato. Prestazione senza acuti, ma comunque generosa e agonisticamente valida. Mezzala più di lotta che di governo, appoggia spesso l’azione offensiva e si fa valere in fase di interdizione.
5,5 maistro (dal 7’ st). Ci prova all’inizio, ma predica nel deserto. E alla lunga finisce voler fare tutto da solo e quindi diventa facilmente arginabile dagli avversari.
5 giannetti. L’infortunio di Odgaard gli spalanca la strada al ritorno in campo dall’inizio, ma dura poco. Non più di una mezzoretta di autonomia; poi, scompare progressivamente dal vivo del gioco. Fino a diventare un boccone prelibato per i difensori biancorossi. Per lunghi tratti evanescente.
5,5 ceter. Almeno combatte il colombiano, si dà da fare. Anche troppo, visto che l’arbitro Illuzzi gli fischia tanti falli. Ci mette il fisico, ma non basta. Non si rende mai pericoloso.