«Missione compiuta vorrei restare qui»

Pillon esulta: «Obiettivo raggiunto, il mio futuro...»
VENEZIA. Giuseppe Pillon ha il volto rilassato e sereno. Sorride e scherza durante l’ultima conferenza stampa di stagione. Sa di aver portato a termine l’opera, di aver completato l’incarico per il quale era stato chiamato ad inizio aprile dal presidente Sebastiani. Il Pescara è salvo al termine di un campionato estenuante, vissuto sull’altalena saltando su e giù per la classifica senza mai trovare un’identità ben precisa. Ma negli ultimi novanta minuti, tesi ed intensi, è stato tagliato il traguardo pur incontrando un Venezia mai domo, capace di aggredire la partita anche quando avrebbe potuto alzare il piede dall’acceleratore viste le notizie confortanti che arrivavano dagli altri campi.
Ed è invece è stata battaglia vera, fino all’ultimo istante. «Era essenziale portare via almeno un punto contro una squadra che in casa ha sempre regalato le briciole agli avversari, su questo campo i ragazzi di Inzaghi hanno fatto grandi vittorie. Il mio futuro? Se ci sarà la possibilità di continuare insieme sarò molto felice, se invece penseranno a qualcun altro amici come prima, devo solo ringraziare questa società. Se dovessi restare, mi piacerebbe mantenere l'ossatura di questa squadra per avere un vantaggio con gli uomini con cui ho già lavorato. Poi ci sono parecchi prestiti e giocatori da valutare. Vorrei anche proseguire col 4-3-3. Brugman? Non deve partire se rimango», sorride Pillon, che torna a parlare della partita del “Penzo” «Mi è piaciuta molto la squadra durante il primo tempo, abbiamo avuto qualche occasione come l’ha avuta anche il Venezia e ce la siamo giocata alla pari, lottando su ogni pallone e tenendo testa ad un avversario di valore. Poi abbiamo badato al sodo, vista anche la situazione di classifica. Abbiamo pensato a difenderci, a chiudere tutti gli spazi nel tentativo di non regalare nulla, neanche i traversoni al Venezia che sapevamo essere molto brava nel gioco aereo. Questa sera (ieri, ndc) è stato raggiunto un obiettivo importante, è arrivato quel punto che visti anche gli altri risultati forse non sarebbe bastato ma quando si è in campo non puoi mai sapere cosa succede altrove». È stata sofferenza vera, quella del Pescara. La classica partita che nessuno vuole (né deve) perdere con gli abruzzesi pienamente consapevoli di potersi accontentare del pareggio e che dunque giocano con attenzione certosina, senza sbilanciarsi troppo. Novanta minuti di “apparente” serenità, perché anche se Pillon prova un po’ a mascherarlo le orecchie erano anche sugli altri campi ed il Pescara durante l’ultimo atto della stagione non s’è mai ritrovato nella zona rossa della classifica. Machin – il ragazzino incaricato di sostituire Brugman in cabina di regia – tra i migliori nel primo tempo, Fiorillo decisivo con i suoi interventi: la salvezza è passata anche da queste due super prestazioni ma il tecnico, nel ringraziare spogliatoio e società, spende parole d’elogio per l’intero spogliatoio e mondo Pescara. «L’obiettivo è stato raggiunto con sofferenza ma quel che conta è che l’esito è positivo. Sono stato chiamato per questo e sono felice che insieme siamo riusciti a trovare questa salvezza, mi dà enorme soddisfazione. Ringrazio il presidente e la società che da subito mi hanno dato enorme fiducia. Un grazie anche ai calciatori, con cui ho costruito un gran rapporto indipendentemente dai minuti concessi a ciascuno di loro. Tutti mi hanno dato sempre la massima disponibilità». Poi uno sguardo agli altri risultati ed una battuta sul Parma, che poco meno di dodici mesi fa gli negò la gioia della promozione quando era seduto sulla panchina dell’Alessandria. «A loro gli va sempre bene», dice Pillon sorridendo, «l’anno scorso mi hanno fregato in finale ed anche quest’anno se la sono cavata all’ultimo respiro»
Tommaso Sabatini

