Murilo-AcquaeSapone: 12 anni di amore e trionfi

Il capitano in nerazzurro dal 2007: «Non potevo fare scelta migliore e non voglio più andare via. Puntiamo al bis tricolore e voglio vincere la Champions»
PESCARA. Le trenta candeline sono state spente pochi giorni fa. Brasiliano di nascita, italiano di passaporto, ma pescarese d’adozione. «Mi sento italiano, questa è casa mia». Murilo Ferreira, classe 1989, vive da quasi 13 anni a Pescara ed è alla 12ª stagione con la maglia dei campioni d’Italia dell’AcquaeSapone calcio a 5. Una vera icona per il futsal abruzzese, calcolando che ha vestito per la prima volta la maglia nerazzurra nel 2007. «Questa maglia è la mia seconda pelle», ha raccontato il capitano dei nerazzurri al Centro, durante la diretta Facebook disponibile anche sul sito www.ilcentro.it.
La prima volta che ha visto il nerazzurro dell’AcquaeSapone aveva 17 anni. Sono passati 13 anni dal suo arrivo in Italia, quel Paese che i suoi genitori Rita e Marcelo gli avevano raccontato fin da piccolo. Nato a San Paolo, ma di origini campane (i suoi bisnonni erano di Salerno e Castellammare di Stabia) “mister AcquaeSapone” ha vissuto tutta la scalata, dalla B alla vittoria dello scudetto dell’anno scorso. «È la scelta più bella e importante della mia vita. Sono arrivato qui per caso e non voglio andare via. Devo tutto all’AcquaeSapone», dice il capitano nerazzurro e pilastro della nazionale italiana.
«Nel 2007 sono arrivato all’AcquaeSapone su segnalazione di Rodrigo Rosa», ex calciatore del club della famiglia Barbarossa. «I primi tempi sono stati un po’ difficili, ma con il tempo mi sono ambientato alla grande. Questo è il 12° campionato che disputo con questa maglia e sono davvero felice di essere il capitano. Il patron Enio Barbarossa mi ha dato tanto e non smetterò mai di ringraziarlo», continua il difensore classe 1989, che in nerazzurro ha vinto due coppe Italia, una Winter Cup, una Supercoppa italiana e, l’anno scorso, lo storico tricolore.
«Lo scudetto è stato il coronamento di un sogno, ma anche il debutto in Champions è stato emozionante. Peccato per l’eliminazione, ma state certi che proveremo a tornarci già dalla prossima edizione». Capolista in campionato, a +5 dal Pesaro che insegue, e all’orizzonte (giovedì a Reggio Emilia contro la Lazio) le finali di coppa Italia. «Il nostro obiettivo è quello di vincere coppa e scudetto. Il mio sogno? Alzare la Champions e sono sicuro che prima o poi ci riuscirò», continua il capitano dei campioni d’Italia allenati da Tino Perez, che la scorsa estate per festeggiare la vittoria del tricolore si è fatto biondo. «Era una promessa che avevo fatto alla squadra», sorride, mentre ricorda la notte magica di Bassano quando alzò il trofeo al cielo. «Una gioia incredibile. Un ricordo che porterò sempre con me? Il litro di birra che Bordignon e il tecnico Tino Perez mi hanno fatto bere tutto d’un fiato. Loro ridevano, io ero ubriaco...», scherza Murilo, ma torna subito serio quando si parla del prossimo scudetto.
«Punteremo a vincerlo. Siamo i favoriti, inutile nasconderlo, ma dovremmo lottare parecchio. Napoli, Pesaro e Rieti sono le nostre antagoniste. Napoli è quella che temo di più, ma il Pesaro di Colini può arrivare fino in fondo. Il loro allenatore è uno che sa come si vincono i campionati», il pensiero del difensore che preferisce la vita reale ai social. «Li uso poco e non ci capisco molto. Non mi piacciono», conclude, pensando al triangolare che con la maglia dell’Italia giocherà tra un mese al PalaGiovanni Paolo II di Pescara contro Argentina e Bosnia.
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