NEL NOME DI BEST

12 Giugno 2016

Ci hanno provato sempre e qualche volta ci sono andati vicini, oggi finalmente tocca a loro. Grande come la Campania o il Trentino, meno abitanti della Calabria, l’Irlanda del nord (gruppo C) fa il...

Ci hanno provato sempre e qualche volta ci sono andati vicini, oggi finalmente tocca a loro. Grande come la Campania o il Trentino, meno abitanti della Calabria, l’Irlanda del nord (gruppo C) fa il suo esordio agli Europei. Merito dell’allargamento a 24? No, si sarebbe qualificata lo stesso: ha inaspettatamente vinto il suo girone, lasciandosi dietro Romania (gruppo A) e Ungheria (non qualificata). Per ora niente derby con l’Inghilterra (gruppo B) o l’Irlanda (gruppo E, il nostro), e non sono molte le possibilità di vederlo in seguito; comunque corrono e lottano, nella migliore tradizione anglosassone, e chissà. Nel curriculum hanno vittorie in trasferta contro Spagna (storica quella a Valencia, nei mondiali 1982) e Germania ovest (0-1 ad Amburgo, 1983), ma più frequenti sono le sconfitte. Una volta schieravano George Best (37 presenze in nazionale, 9 gol), oggi si aggrappano a Kyle Lafferty (51 presenze, 17 gol), il sosia di Dylan Dog: bel campionato in serie B col Palermo, prima che nell’estate 2014 Zamparini lo rimandasse a Norwich per la disperazione («È un giocatore ingestibile, uno che sparisce una settimana e va a donne a Milano, ha due famiglie con sei figli, non si allena»). Tre mesi dopo faceva impazzire il giallorosso Manolas al Pireo, nella partita che affossò la Grecia di Ranieri e accese i sogni della Green and White Army. Che ora è pronta alla battaglia, sotto l’insegna dell’Ulster e sulle note di God save the Queen.

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