Nepa soffre ma va veloce: settimo dopo la rinascita

Il rosetano primo tra gli italiani in Portogallo e in lotta per il podio fino alla fine «Soddisfatto perché la gamba operata dopo l’incidente mi dà ancora fastidio»
ROSETO. Domenica scorsa è ripartito il Motomondiale e in Moto3 c’è subito stato il primo acuto di Stefano Nepa, talentuoso pilota di Roseto degli Abruzzi, che, in sella alla KTM del team Angeluss MTA, ha chiuso al settimo posto il primo GP della stagione, quello di Portimao in Portogallo, al termine di una gara vissuta da protagonista. È stato, infatti, l’unico italiano a battagliare nel gruppo dei primi cogliendo alla fine un risultato ottimo, vista la sua condizione fisica di certo non perfetta. Un risultato buono per fiducia e morale, visto che Nepa sta risalendo la china dopo l’incidente della scorsa stagione a Sepang, dove era stato sbalzato dalla sua moto in uscita di curva riportando fratture scomposte a tibia e perone. Un incidente talmente grave che aveva avuto bisogno di due interventi chirurgici, uno nell’immediato dopo gara a Kuala Lumpur, l’altro al rientro in Italia. Ovviamente saltate le ultime due gare della scorsa stagione, Stefano Nepa ha poi dovuto affrontare l’inverno a fare riabilitazione, cosa che ha funzionato visto che questa gara di esordio l’ha conclusa ad un solo secondo dal vincitore. Così ha raccontato le sue emozioni nel dopo gara il 22enne centauro rosetano: «Alla fine ero un po’ tritato, ma contento. Non potrei essere più felice di così per la gara di domenica, dopo mesi duri sono stato in lotta per il podio». Come sta la gamba? «La clinica medica del motomondiale Quiron mi ha aiutato molto. Nei test ho sofferto abbastanza, ma grazie a loro siamo riusciti a tenerla stabile. Durante il gran premio a metà gara ho sofferto un altro po’, ma era normale: lì bisogna stringere i denti e non pensarci», ha aggiunto Nepa che poi ha concluso: «È difficile descrivere la soddisfazione provata nel vedere la gioia della mia squadra. Da parte mia all’inizio non sapevo bene cosa aspettarmi, se non il desiderio di mettercela tutta. Sono felice. Voglio ringraziare le persone che mi hanno aiutato nei momenti duri e soprattutto il mio team, in primis il team manager Aurora Angelucci e il proprietario Alessandro Tonucci: insieme siamo tornati al vertice della Moto3 e ora vogliamo rimanerci».
Marco Rapone
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