Nicolai guarda al Giappone: «Voglio altre medaglie»

L’argento olimpico di Ortona riscuote successo per l’Italian Tour di Pescara e strizza l’occhio alle Olimpiadi di Tokyo 2020: «L’Abruzzo è terra di talenti»
PESCARA. L'ottima risposta degli atleti e la grande presenza di pubblico hanno accompagnato la prima tappa dell'Under 23 Beach Volley Italian Tour, organizzato sulla riviera di Pescara dalla medaglia olimpica Paolo Nicolai. Nonostante il caldo afoso, in tantissimi hanno seguito le partite di beach volley articolate tra gli stabilimenti Croce Del Sud, Nettuno e Alcyone, tanto che le tribune montate ai lati dei campi non sono bastate, specie nel corso della serata, per contenere i presenti, accalcati anche sul marciapiede a ridosso del campo. Ed è proprio da qui che l'atleta di Ortona parte per raccontare la sua prima esperienza da organizzatore: «Abbiamo scelto Pescara e la Croce Del Sud per le garanzie che offrivano. Negli anni passati ho partecipato a diversi tornei in questo stabilimento e so che qui ci sono strutture e competenze su cui poter fare affidamento. Senza dimenticare gli altri due lidi, estremamente collaborativi». Quest'anno la formula prevedeva 8 coppie maschili e 8 femminili, ma per il futuro Nicolai non esclude la possibilità di allargare la rosa: «Come prima esperienza possiamo ritenerci molto soddisfatti. Ciò lascia ovviamente ben sperare per l'avvenire, perché la nostra idea è quella di dare continuità alla manifestazione, magari inserendo anche qualche tappa ulteriore», quest'anno saranno 3 totali, con Senigallia e Amantea dopo quella di Pescara appena conclusa. «E' possibile che aumenteremo il numero delle coppie, portandolo da 8 a 10 sia tra gli uomini che tra le donne, con l'obiettivo di lasciare comunque alto il livello tecnico del beach».
Altra novità potrebbe riguardare il coinvolgimento delle squadre di pallavolo: «Invece di invitare direttamente gli atleti vorremmo rivolgerci ai team, in modo che i ragazzi possano giocare a pallavolo nel corso dell'inverno e poi a beach in estate». Elevato il numero degli abruzzesi in gara, non un caso secondo Nicolai: «Da questo punto di vista la nostra regione è sempre stata un passo avanti rispetto alle altre, per questo vediamo tanti atleti locali. Facendo un parallelo potremmo dire che l'Abruzzo sta al beach volley così come l'Emilia Romagna alle moto». Certo è che la medaglia che Nicolai ha conquistato a Rio insieme a Daniele Lupo ha dato una mano non indifferente a tutto il movimento: «Più per una questione d''immagine che di avvicinamento degli atleti. Avere alle spalle sponsor importanti come quelli che ci sono è fondamentale, e da questo punto di vista la risonanza mediatica del successo brasiliano ha aiutato molto affinché si avvicinassero». Mentre Tokyo 2020 si avvicina: «Io e Daniele (Lupo, ndc) abbiamo intrapreso un percorso quadriennale. L'argento del 2016 è stato un primo obiettivo, adesso puntiamo a mantenerci su alti livelli per andare a caccia di una nuova medaglia in Giappone».
Adriano De Stephanis
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