NIENTE CAPRIOLE RESTIAMO CALMI
Si dice spesso che il primo nemico dei campioni sono loro stessi. E va bene. Ma di solito si dice in senso figurato, non letterale, dai. Quando Giaccherini segna al Belgio, Conte diventa un...
Si dice spesso che il primo nemico dei campioni sono loro stessi. E va bene. Ma di solito si dice in senso figurato, non letterale, dai.
Quando Giaccherini segna al Belgio, Conte diventa un indemoniato e abbraccia piuttosto aggressivamente tutto quello che gli passa attorno: magazzinieri, riserve, eventuali invasori di campo, ex fidanzatine del liceo, sponsor, animali di famiglia, sostegni delle panchine, eccetera. Quando incontra un tipo corpulento come Zaza, anche lui in versione assatanata, i due non si coordinano e finiscono per mettere in scena un wrestling involontario: il Ct ha la peggio e si ferisce al volto, sanguinando neanche fosse un pugile sfigato. Un’oretta dopo, a partita vinta, Buffon davanti a una curva di tifosi in estasi, si lancia contro la traversa alla Tarzan ma perde la presa e si schianta a terra di schiena, una roba che se lo faccio io mi ricoverano con la spina dorsale frantumata. Il tuo vero nemico sei tu, quando ti distrai, quando non pensi a quello che stai facendo, e insomma anche quando festeggi. L’Italia ha un nuovo compito: restare calma quando è felice. A saltare sui divani e a far cadere stoviglie ci pensiamo noi; voi mantenete il controllo, che dovete giocare di nuovo.
Nel 2001 Martin Palermo (centravanti argentino, inossidabile e molto letterario) mentre gioca nel Villareal si frattura tibia e perone mentre fa baldoria con i tifosi. La Lazio è specializzata: il portiere Marchetti e l’esterno Candreva si sono infortunati per esultare. Matic del Chelsea è riuscito a farsi male con una capriola dopo una vittoria sul Tottenham, e pensare che la partita l’aveva vista senza giocare. Nel 2014 Lamarr Houston, dei Chicago Bears (football americano), si è fratturato un ginocchio nel tentativo di stupirci con un’esultanza acrobatica: un anno lontano dal campo.
D’altra parte chi siamo noi, non sportivi, per giudicare? Ci spariamo nei piedi a Capodanno e tamponiamo i lampioni per guardare qualche bellezza per strada. Quindi silenzio e solidarietà.
@fbrancoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

