Non ci sono calciatori, niente Coppa per il Castello

CASTEL DI SANGRO. Non ci sono giocatori, il Castel di Sangro rinuncia alla Coppa Italia di Eccellenza, organizzata dal comitato regione del Molise, che prenderà il via nel week end. La rinuncia alla...
CASTEL DI SANGRO. Non ci sono giocatori, il Castel di Sangro rinuncia alla Coppa Italia di Eccellenza, organizzata dal comitato regione del Molise, che prenderà il via nel week end. La rinuncia alla coppa è ufficiale e c’è anche il rischio che la società decida di non partecipare al campionato. Il cui inizio è stato comunque posticipato al 18 settembre. Non ci sono abbastanza giocatori per colpa di una sorte di “isolamento calcistico” che si protrae da anni. E che dal 2012 ha indotto il Castel di Sangro - erede di quello che nel 1996 fece gridare al miracolo per la promozione in serie B - a partecipare ai campionati dilettantistici molisani per ridurre i costi di gestione, in particolare quelli delle trasferte. Perché quelle in Abruzzo sarebbero state troppo onerose. Il problema è presto spiegato: in Paese e nell’Alto Sangro non ci sono abbastanza giocatori in questo periodo. E quelli che ci sono, essendo dilettanti, d’estate lavorano nelle strutture turistiche e non possono riprendere la preparazione in tempo per l’inizio della stagione calcistica. Far venire giocatori dall’altra parte dell’Altopiano delle Cinque miglia presuppone dei rimborsi spesa troppo onerosi. Lo stesso dicasi per molisani e campani. Men che meno tenere in paese giocatori con vitto e alloggio con spese che rischiano di finire fuori controllo. Dal momento che la società del presidente Lorenzo Caruso non ha intenzione di svenarsi o di fare debiti tali da mettere a rischio il futuro, ecco che ha deciso di rinunciare alla Coppa Italia e sta lavorando sodo per evitare di rinunciare anche al campionato. «Spero di farcela», dice il presidente Lorenzo Caruso, fratello del sindaco Angelo, «non mollo per non gettare alle ortiche il lavoro e i sacrifici fatti in questi anni. Ma la situazione è seria. Abbiamo sì i giovani, ci mancano i senior. Non abbiamo le risorse per pagare gli stipendi che circolano di questi tempi. Totalmente fuori dal mondo. Tutt’al più qualche rimborso spesa. Non esiste che si paghino certi ingaggi. Mai come quest’anno ci sono dei ragazzi impegnati nel lavoro. E così si è creata una situazione che mette a repentaglio il futuro».
Nell’ultima stagione il Castel di Sangro ha conquistato la salvezza al fotofinish. Sì, perché fino all’anno scorso accadeva che all’inizio i giocatori c’erano, poi, con l’avvio della stagione invernale, molti di loro rinunciavano alla partita della domenica per lavorare negli impianti o nelle strutture per poi tornare al calcio quando il turismo cessava di dare lavoro con l’avvento della primavera. E così la squadra di calcio faceva registrare un buon inizio di campionato, poi il rendimento scendeva per poi riprendersi nel finale. Adesso, però, non ci sono abbastanza giocatori nemmeno per iniziare la stagione. Uno dei problemi delle aree interne dell’Abruzzo. (r.c.)
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