Oddo: «Ho commesso degli errori ma non penso alle dimissioni»

29 Novembre 2020

PESCARA . Settima sconfitta in nove partite, poco mordente e disattenzioni fatali. Le parole dell’allenatore Massimo Oddo al termine del match con il Pordenone sono più o meno le stesse pronunciate...

PESCARA . Settima sconfitta in nove partite, poco mordente e disattenzioni fatali. Le parole dell’allenatore Massimo Oddo al termine del match con il Pordenone sono più o meno le stesse pronunciate per commentare le gare precedenti. Le amnesie difensive e la poca incisività in attacco emergono di nuovo, sembra di essere finiti in un tunnel senza fine. Queste le ultime parole da allenatore del Pescara, visto che oggi gli verrà comunicato l’esonero.
Oddo, come si spiega l’ennesimo ko?
«La squadra ha disputato una buona partita, ma anche oggi (ieri, ndc) ha incassato due gol stupidi. Il primo sugli sviluppi di un fallo laterale, il secondo su calcio d’angolo (peraltro viziato dal fuorigioco di Berra, ndc). Se il Pordenone ci avesse surclassato sarei stato più contento, invece sono amareggiato perché i ragazzi hanno costruito sei nitide occasioni da gol senza riuscire a sfruttarle. Commettiamo errori inspiegabili, bisogna stare più attenti e non perdere mai la concentrazione».
Dopo il triplice fischio nessun confronto con la dirigenza. Ha pensato alle dimissioni?
«No, non cambio le mie convinzioni, sono certo che questa squadra al completo abbia le capacità per risalire la classifica. Quando avrò tutti a disposizione, se non dovessimo ottenere risultati positivi sarei ben disposto a lasciare, ma in questo momento no. I dirigenti? Non li ho incrociati, a fine gara sono rientrato subito negli spogliatoi».
Sente di avere colpe particolari?
«Quando le cose vanno così male il primo responsabile è sempre l’allenatore. Sicuramente ho commesso degli errori e mi assumo la responsabilità, poi se qualcun altro vorrà prendersi le sue lo faccia, non posso farlo io al suo posto. Al di là di questo, il rammarico principale riguarda il modo con cui maturano le sconfitte, in alcuni momenti perdiamo la lucidità e paghiamo a caro prezzo le amnesie. Ad esempio sul primo gol del Pordenone, anziché pensare alle marcature stavamo ancora protestando con l’arbitro per il fallo subìto. L’espulsione di Fernandes? Non serviva entrare in quel modo a centrocampo e uno sbaglio del genere lo paghi».
Come mai ha scelto di rilanciare Jaroszynski e Valdifiori dal primo minuto?
«Nel corso dell’allenamento di rifinitura ho visto bene Jarozysnki e, dal momento che avevo bisogno di un centrale veloce, ho deciso di schierarlo al posto di Scognamiglio. Per quanto riguarda Valdifiori, pensavo che con le sue qualità tecniche potesse servire meglio i compagni in attacco. Sacrificato in un centrocampo a 2? In carriera ha giocato spesso a tre in posizione di playmaker, ma non credo che un giocatore del suo livello possa avere difficoltà a giocare a due. Memushaj in panchina? Ha svolto un solo allenamento con il gruppo e ho scelto di farlo entrare a gara in corso».
Giovanni Tontodonati
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