Oddo: ma quale derby! Mica giochiamo col Chieti...

19 Dicembre 2015

L’allenatore: «Ci sarà tanto agonismo e la Virtus punterà sulle ripartenze Gli episodi saranno decisivi, al “mio” Pescara per il 2015 darei un 7 in pagella»

PESCARA. Non chiamatelo derby, almeno non fate sentire quella parola a Massimo Oddo. L’allenatore del Pescara, alla vigilia, accende la sfida contro la Virtus Lanciano. «Questa è una gara particolare soprattutto per il Lanciano che è la seconda squadra abruzzese e ha bisogno urgente di fare punti». E poi: «Per noi è una sfida importante, ma non così importante come se facessimo un derby con il Chieti, per noi è importante ma non è un derby».

Nessun tono polemico, certo, ma Oddo sa bene che queste frasi difficilmente passeranno sottotraccia. Al Biondi è atteso un clima caldo, pubblico passionale e tifosi pronti a sognare il primo colpo in serie B contro il Delfino. Per il 39enne tecnico biancazzurro sarà una sfida particolare per diversi motivi. Affronta il suo amico d’infanzia, ora collega, Roberto D’Aversa, oltre che sfidare la società con la quale poteva iniziare la carriera d’allenatore. Due anni fa, infatti, prima dell’arrivo di Marco Baroni, l’ex difensore del Milan fu a un passo dalla panchina frentana. Non solo, perché suo padre, Franco, è stato anche dirigente della Virtus e la sua famiglia è molto amica dei Maio. Massimo Oddo si è seduto al tavolo del derby con sfrontatezza e voglia di riportare la vittoria a casa.

Niente bluff, ma solo rilanci. E quando si parla di formazione non fa barricate. «Non ci saranno stravolgimenti», dice prima mettere in bocca il fischietto per dirigere la seduta di rifinitura. «Ho un paio di dubbi. Campagnaro è pronto al rientro. Bruno? E’ reduce da un incidente stradale, ma per fortuna non si è fatto nulla. E’ recuperato».

Il Lanciano è squadra spigolosa, specie al Biondi. «Dobbiamo affrontare il match con equilibrio mentale. La Virtus per caratteristiche non è una squadra fisica, ma c’è da aspettarsi una partita dura, dagli elevati contenuti agonistici». Il suo amico D’Aversa sta preparando la trappola per neutralizzare il Delfino, ma Oddo lo sa ed è pronto. «Il Lanciano non farà una partita all’arrembaggio. Cercherà di puntare su ripartenze improvvise perché ha giocatori bravi a capovolgere velocemente l’azione in contropiede. L’aspetto mentale sarà come sempre determinante. Se alle qualità tecniche non abbini la verve agonistica, non si va lontano, anzi spesso accade il contrario e rischi di fare brutte figure».

Piccolo è lo spauracchio del Pescara, ma non sono annunciate soluzioni particolari per arginarlo. «Non ho studiato nulla di particolare, semplicemente le loro caratteristiche come le ripartenze. Loro hanno tanto da perdere, devono vincere e ci tengono particolarmente». L’allenatore, però, non sottovaluta l’importanza della partita. «Sarei pazzo e presuntuoso se non temessi nulla, la mia squadra da un punto di vista tecnico ha qualcosa in più, ma se non hai l’aspetto mentale giusto con la sola tecnica fai poco».

Si prevede una gara tattica. «Secondo me un episodio in queste gare di solito può rivelarsi decisivo».

Il 2015 sta per finire, il giro di boa è vicino ed è tempo anche di bilanci. «Dobbiamo invertire il trend esterno. Credo che basti poco. C’è da migliorare anche se fuori casa non abbiamo fatto malissimo. Un fatto è certo: dobbiamo fare il salto di qualità. Siamo in linea con i programmi iniziali e sarei felice di chiudere il girone d’andata superando quota 30 punti. Potenzialmente possiamo raggiungere il livello delle squadre più attrezzate che sono davanti a noi». Bene, bravi, ma il voto finale? «Al mio Pescara posso dare tranquillamente un bel sette». D’Aversa proverà a fargli cambiare idea.

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