Oddo: ora comincia a diventare anche un problema di testa

20 Novembre 2016

Il tecnico: il passaggio al 3-4-3? Per proteggere la difesa Senza una vittoria iniziamo a perdere le nostre certezze»

TORINO. Massimo Oddo le sta provando tutte per arrivare a vincere la prima gara sul campo in questo campionato. Certo non era a Torino che il Pescara doveva sbloccarsi, eppure il tecnico degli abruzzesi ha provato a giocarsela fin quando le gambe hanno retto e i suoi sono rimasti in partita. Poi sono emersi i valori tecnici notevolmente differenti e il Pescara è scomparso dal match. Qualche buona risposta dal 3-4-3 Oddo l’ha avuta. «Ho provato a giocarmela con questo nuovo sistema di gioco perché il nostro limite quest’anno è stata la fragilità difensiva. Abbiamo pensato a qualcosa di diverso e devo dire che da questo punto di vista dei miglioramenti si sono visti. Però ne abbiamo risentito in fase di possesso palla, perché sono venuti mancare dei meccanismi ben collaudati che ripetiamo da due anni, da quando sono allenatore di questa squadra».

Sullo 0-0 anche una colossale occasione per Caprari. «Quando giochi in uno stadio come questo, contro una squadra come la Juventus, dovresti cercare di fare gol alla prima occasione. Abbiamo avuto una chance clamorosa, avremmo dovuto farlo, ma su questo dobbiamo migliorare». Nella ripresa, invece, il Pescara è calato molto. «Quando viene meno la gamba, la differenza di valori tecnici si nota ancora di più. La Juventus poi è brava nella gestione del pallone, non ti fa giocare e ti fa abbassare». Da quello che sembra, il 3-5-2 è un esperimento che ben presto dovrebbe ritornare in soffitta, anche se Massimo Oddo tiene a precisare un aspetto importante. «Quando dico che non dobbiamo variare la filosofia di gioco, mi riferisco al nostro atteggiamento e non al modulo. Dobbiamo cercare di fare quello che abbiamo fatto ad inizio campionato, che poi non era altro quello che abbiamo fatto in Serie B. Non deve mai mancare la volontà di andare a pressare alti gli avversari, ad esempio, anche se si chiamano Juventus».

Il problema è sì fisico quando le gare diventano intense, ma anche mentale. «Il morale per un giocatore è tanto. Se vinci lavori meglio, se non vinci è normale che le certezze vacillano. Ora è subentrata la paura che non ci permette di giocare come vogliamo, non puoi essere cattivo e determinato se sei timoroso. La ricetta è una sola: il lavoro, ma soprattutto la vittoria. Non ci siamo ancora riusciti e sarebbe fondamentale per il morale e l’entusiasmo del gruppo».

La palla scotta soprattutto per attaccanti e difensori. I ruoli dove il Pescara sta avendo maggiori difficoltà anche a causa degli infortuni. E ieri si è fermato anche Campagnaro. «Purtroppo non siamo neppure fortunati, anche se non mi appello a queste cose. Dobbiamo continuare a lavorare sia sulla fase di non possesso che su quella di possesso. Il problema riguarda quest’ultima, perché a livello difensivo siamo abbastanza ordinati, anche se con l’Empoli abbiamo commesso errori incredibili. E quando abbiamo noi la palla che sbagliamo. Rinforzi? La società sa cosa serve, la volontà di rinforzare la squadra c’è ma non è facile».