Oddo: partenza da incubo poi una grande reazione

«Quei due gol ce li siamo fatti da soli, nella ripresa abbiamo quasi dominato» «Il mercato? Interverremo, anche perché qui in pochi hanno esperienza di A»
ROMA. Il refrain ormai è sempre lo stesso: buona gara ma zero punti. Ed è un ritornello che stanca in primis Massimo Oddo, allenatore di un Pescara che ancora deve trovare la vittoria sul campo. Dall’Olimpico, però, i biancazzurri possono uscire a testa alta perché contro la Roma, eccezion fatta per la prima mezz’ora di black-out, se l’è giocata a viso aperto.
«La nostra partenza è stata da incubo. Abbiamo di fatto regalato il primo tempo, i due gol ce li siamo fatti da soli. Però poi c’è stata una grande reazione. Non dico che abbiamo dominato nel secondo tempo, ma quasi. Ce l’abbiamo messa tutta per recuperare la gara – ha proseguito Oddo – e mi è piaciuta questa grande reazione della mia squadra. Dobbiamo migliorare le nostre partenze, ma dobbiamo continuare sulla strada intravista nel secondo tempo. Mi dispiace però commentare sempre le solite buone prestazioni senza portare punti a casa. Forse avremmo meritato di più».
Purtroppo non è neppure un momento fortunato per il Pescara che, già in formazione rimaneggiata, ha dovuto rinunciare a Bahebeck dopo neppure due minuti. «In effetti non ci gira neppure bene – sottolinea il tecnico abruzzese – abbiamo tantissimi assenti. Dobbiamo andare avanti col gioco cercando di avere partenze meno traumatiche. Creiamo tanto, poi abbiamo difetti come tutti. Siamo venuti qui senza nove giocatori che per noi sono tantissimi. Stiamo continuando a giocare senza punte, si è fatto subito male Bahebeck che doveva essere la nostra punta di diamante, invece si è allenato pochissimo con noi. Lo stesso Gyomber è stato fuori da due mesi e per noi è un giocatore importantissimo. Dico che non dobbiamo demoralizzarci, perché la risposta di stasera mi fa credere nelle doti di questa squadra».
Contro la Juventus, Massimo Oddo ha schierato per la prima volta la difesa a tre, per cercare di limitare i bianconeri. Compito non riuscito, mentre all’Olimpico il tecnico del Pescara ha visto la sua squadra giocare bene quando è passato al modulo classico, con la difesa a quattro. «Sono due anni che facciamo un certo tipo di calcio e l’abbiamo fatto fino alla gara con l’Empoli. Con la Juventus ho cambiato anche per esigenza, per le assenze e per il momento che stavamo vivendo. E’ normale che quando cambi, dopo due anni di lavoro, perdi alcuni meccanismi. Ma quando siamo tornati sul nostro modo di giocare, si è visto un cambiamento».
E allora perché non proseguire sempre su questa strada anche se l’avversario è notevolmente più forte? «Non ho cambiato solo per l’avversario. Purtroppo sono rimasto con soli quattro difensori e non me la sentivo di schierare un terzino da difensore centrale. L’abbiamo fatto nella ripresa per provare a fare qualcosa di diverso, però le scelte iniziali le rifarei perché era il modo migliore per affrontare la Roma. Purtroppo ci siamo complicati la vita con i due gol concessi alla Roma a freddo».
Gennaio è lontano, ma anche la fine del campionato è lontana. Il Pescara ha dimostrato di non essere ancora pronto (ancora zero vittorie sul campo) nonostante giochi un bel calcio. «Questa è la strada giusta, sono convinto che se fossimo stati al completo avremmo avuto 5-6 punti in più. Dobbiamo guardarci indietro e vedere che abbiamo perso tanti punti per strada, purtroppo sono venuti a mancare alcuni giocatori-chiave e tante certezze. La squadra deve rispondere sempre così, io sono fiducioso. Abbiamo importanti valori umani e possiamo uscirne. Mercato? La società sa benissimo quello che manca, interverremo. Anche perché solo pochi giocatori di questa rosa hanno esperienza in serie A».
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