Oddo sceglie gli esperti per cercare il rilancio

24 Novembre 2020

Il tecnico valuta Galano, Valdifiori, Memushaj e Bocchetti

PESCARA . La sesta sconfitta nelle ultime sette partite ha spinto di nuovo il Pescara nel baratro. Di certo la gara con la Spal non era tra le più indicate per invertire la rotta, ma la prova dignitosa di tre giorni fa non è bastata per rassicurare la società. A Daniele Sebastiani è venuta «l’orticaria per il giro palla stucchevole« esibito dai biancazzurri, «in campo bisogna essere più propositivi», ha intimato il presidente. Inoltre, il direttore sportivo Giorgio Repetto ha rincarato la dose lanciando il grido d’allarme: «Dobbiamo svegliarci, così si retrocede». I problemi sono legati a tanti fattori, uno dei quali di certo riguarda il progetto tecnico-tattico immaginato alla vigilia del campionato. Ebbene, la formazione attuale del Delfino è totalmente diversa rispetto a quella disegnata sulla carta dall’allenatore e dai dirigenti due mesi e mezzo fa. Nei programmi dei diretti interessati, infatti, la spina dorsale avrebbe dovuto comprendere, davanti al portiere Vincenzo Fiorillo, Mirko Drudi e Salvatore Bocchetti in difesa, Ledian Memushaj e Mirko Valdifiori a centrocampo, Cristian Galano e Raul Asencio in attacco. Finora, però, di tutto ciò si è visto ben poco. Drudi ha accumulato 391 minuti su 720 totali fermandosi il 24 ottobre a causa di uno stiramento del legamento collaterale (ne avrà per altri 20 giorni). Bocchetti è sceso in campo per soli 197’, dal momento che è arrivato in condizioni fisiche precarie e poi si è infortunato al polpaccio. Presenza ridotta anche per Memushaj (249’) e Valdifiori (312’), quasi nulla per Asencio (118’). Infine Galano che, nei 449’ giocati, non è riuscito a incidere, non si sa se per demeriti propri o perché Oddo non lo ha ancora reso funzionale alla causa. Dunque, la serie impressionante di guai fisici e la preparazione iniziata in ritardo rispetto alle altre squadre hanno modificato i piani e nelle prime otto giornate il tecnico è stato costretto a schierare altrettante formazioni diverse. Ora, però, per quanto ci siano molte attenuanti e anche qualche torto arbitrale subìto, la situazione è diventata troppo delicata per non preoccuparsi. Servono un cambio di mentalità, maggiore attenzione e cattiveria agonistica: per dirla alla Repetto, bisogna rendersi contro che con questo atteggiamento la retrocessione sarà inevitabile. La sosta sembrava un momento propizio per rimettere a posti i cocci, ma così non è stato. Tuttavia, alcuni componenti della citata spina dorsale già dalla prossima gara dovrebbero avere raggiunto una discreta condizione fisica. Eccetto Drudi e Asencio, gli altri quattro, Bocchetti, Valdifiori, Memushaj e Galano saranno quasi al top. Con ogni probabilità, per risalire Oddo si affiderà a loro, forse con una diversa declinazione del modulo con la difesa a tre, magari togliendo un trequartista e aggiungendo una mezzala.
Tour de force. Nove partite in 38 giorni. Dal match di sabato all’Adriatico contro il Pordenone alla sfida del 4 gennaio con la Reggiana in trasferta non ci saranno pause. In mezzo le sfide contro Ascoli fuori casa, Vicenza tra le mura amiche, a Pisa, Monza e Brescia all’Adriatico, Entella in trasferta e Cosenza in casa. Se i biancazzurri dovessero mantenere l’attuale media punti (0,5 a partita) la porte della C si aprirebbero inesorabilmente, ecco perché già dalla sfida con il Pordenone sarà fondamentale tornare al successo. L’imperativo è restare agganciati al treno salvezza, capitalizzare al massimo il calendario che prevede cinque incontri casalinghi e quattro in trasferta, per poi concentrare gli sforzi sul mercato invernale operando subito in entrata per consegnare all’allenatore i rinforzi in vista della ripresa. La B ripartirà il 16 gennaio con il Delfino impegnato in casa con la Cremonese e il girone di andata si chiuderà il 23 nel match di Verona contro il Chievo. Bisognerà accumulare tanto fieno in cascina, prima che sia davvero troppo tardi.
Giovanni Tontodonati
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