Ortona è pronta a festeggiare la medaglia di Nicolai

19 Agosto 2016

Domani il ritorno in Italia dopo la finale di questa mattina Nello staff anche i vastesi Marcovecchio e De Marinis

ORTONA. Dovrebbe tornare in Italia nella giornata di domani Paolo Nicolai. Atterrerà all’aeroporto di Fiumicino con la medaglia al collo in attesa di ricevere l’abbraccio della famiglia (il papà Rino, la mamma Bruna e il fratello Carlo) e della “sua” Ortona che questa mattina hanno trepidato davanti al maxischermo, in piazza della Repubblica, per seguire la finale olimpica (risultato e aggiornamenti sul sito www.ilcentro.it) tra la coppia azzurra Nicolai-Lupo e i brasiliani Alison Bruno.

La prossima settimana sarà dedicata ai festeggiamenti, dal momento che l’impresa del “gigante” ortonese (prima medaglia italiana nella beach volley) sarà celebrata nelle sedi istituzionali. Poi, ci sarà un periodo di ferie meritate con la fidanzata Serena. Dopodiché, tra i vari impegni ce n’è uno a cui Paolo Nicolai tiene in maniera particolare: la laurea in Economia, all’università di Roma. Gli mancano pochi esami e dopo la medaglia olimpica vuole chiudere il cerchio anche con gli studi, rallentati dagli impegni agonistici sulla sabbia, ma mai persi di vista dal 28enne beacher.

Un percorso iniziato con le suore francescane alle elementari, proseguito alla scuola media Pugliesi di Ortona e al Liceo Scentifico di Francavilla. Per non rallentare gli studi ha rifiutato di lasciare Ortona quando, ancora minorenne, era un palleggiatore dell’Impavida ed era appetito da diversi club di serie A, tra cui Treviso. Poi, è arrivata la scelta di lasciare la pallavolo indoor per quella sulla sabbia, una decisione che gli ha cambiato la vita e aperto una carriera da campione. Che ha avuto il suo culmine a Copacabana, laddove il beach volley è una religione e il gigante ortonese ha conquistato una medaglia olimpica che l’Abruzzo aspettava da 12 anni dopo l’argento della D’Ottavio (nella ritmica) ad Atene.

Una spedizione, quella brasiliana, preparata nei minimi dettagli con l’amico-compagno Daniele Lupo e con lo staff capeggiato dal tecnico Matteo Varnier che in passato ha anche giocato in coppia con Nicolai.

Uno staff in cui figurano altri due abruzzesi: il secondo di Varnier, infatti, è Ettore Marcovecchio, vastese, mentre la moglie Caterina De Marinis, un passato da schiacciatrice in serie A, ha collaborato da casa. Marcovecchio ha seguito Lupo e Nicolai a Rio de Janeiro; la De Marinis, invece, da Vasto ha fornito un prezioso supporto nell’elaborazione dei dati sugli avversari. Anche nell’organizzazione logistica nulla è stato lasciato al caso: a differenza di Londra 2012, infatti, i due beachers hanno deciso di non alloggiare nel villaggio olimpico, bensì in un albergo a poche centinaia di metri dalla Beach Arena di Copacabana onde evitare problemi negli spostamenti. Anche questa una scelta vincente.

@roccocoletti1

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