Parate, sudore e record: Plizzari l’arma di Zdenek

È il più utilizzato dall’allenatore e con il passare del tempo ha convinto il boemo L’ex Pinna non si fida del Delfino: «Sfidiamo una corazzata, che bello tornare qui»
PESCARA. Il posto fisso gli ha fatto bene. Alessandro Plizzari è uno dei due stakanovisti del Pescara: sempre in campo nelle prime nove giornate, senza perdersi un minuto di questo campionato, al pari di Ivan Mesik. Il portiere 23enne scuola Milan di partita in partita sta crescendo e acquistando sempre più sicurezza nei suoi mezzi: 9 gol incassati e un clean sheet (porta inviolta) finora. La fiducia del boemo ora è totale e lui la ripaga tenendo la guardia alta. Le prestazioni di oggi sono il trampolino per il salto di qualità della sua carriera di domani. Questa sera all'Adriatico Plizzari conoscerà uno dei suoi predecessori più amati dai tifosi del Pescara, Tore Pinna, 48 anni, ex portiere biancazzurro della promozione in B del 2010 con Di Francesco, un beniamino del popolo pescarese per la prima volta all'Adriatico da avversario, visto che ora è il preparatore dei portieri della Torres. «Plizzari è un grande portiere, completo. Mi piace. È ancora giovane, e ha fatto già bene lo scorso anno. Qualche critica ci sta, normale in piazze così importanti come quella di Pescara. Ma lui deve fare quello che sa fare, allenarsi e lavorare in silenzio. Solo quello paga, le chiacchiere stanno a zero. Perchè dopo il Milan è ripartito dalla C? È importante, prima di arrivare subito in A, fare esperienza: Pescara è la piazza più giusta che potesse scegliere. Nella prossima stagione, sono certo, spiccherà il volo. Con il Pescara? Me lo auguro, ma a dare fastidio a tutti ci siamo noi della Torres...».
A Pescara da avversario, non era mai accaduto prima: «Sarà emozionante, fin dal primo secondo in cui entrerò allo stadio e sentirò il profumo dell'erba dell'Adriatico. Cosa mi aspetto dalla curva? Non lo so, sono legatissimo a tutti i ragazzi, voglio loro un gran bene e li ringrazierò per sempre, per avermi sostenuto sempre nei momenti difficili». Un momento terribile fu l'errore sul gol subito in casa contro il Livorno, in una partita che poteva lanciare il Pescara ai play off di B nel 2011. «Quella sera ho perso l'imbattibilità dopo dieci partite, ero arrivato a 743'. Decisiva? No, avevamo altre partite, ma dopo non siamo riusciti più a fare quello che dovevamo. Resta un anno strepitoso con Eusebio Di Francesco allenatore. Due stagioni incredibili con persone meravigliose, dalla dirigenza al gruppo, tutti con la stessa voglia di combattere e sani ideali». Un po' come la Torres di oggi? «Siamo persone umili, lavoriamo e stiamo in silenzio, guardiamo sempre in casa nostra e cerchiamo di raccogliere più possibile il frutto del lavoro. Dobbiamo salvarci al più presto e centrare i play off. Non abbiamo vertigini: stare lassù è bello e vogliamo restarci finché dura. Il Pescara? Affrontiamo una corazzata, una squadra forte che gioca un gran bel calcio. Sarà uno spettacolo».
I sardi in campo col 3-4-2-1 e senza gli infortunati Idda ( frattura al metatarso), Liviero e Giorico. Il difensore abruzzese Fabriani (di Balsorano), ex Avezzano e Notaresco, braccetto di destra della difesa rossoblu.
Orlando D'Angelo
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