Pavone: troppe zavorre, serve pazienza

«Ci sono degli esuberi da sistemare che pesano sul bilancio, la strada è quella dei giovani. A breve altri rinforzi»
PESCARA. Tre settimane di lavoro, in condizioni non proprio ottimali. Il Pescara deve liberarsi di alcuni contratti pesanti per essere protagonista sul mercato. Il diesse Peppino Pavone ne è consapevole, lo era anche quando ha scelto di mantenere la parola data a Daniele Sebastiani, nonostante le lusinghe di Zdenek Zeman che lo avrebbe voluto con sé. Prima quando sembrava tutto fatto con il Bologna, poi a Cagliari. Nessun rimpianto, il deus ex machina della prima Zemanlandia, quella foggiana, mantiene la calma e attende il momento giusto per colpire. Allo stesso tempo, chiede pazienza ai tifosi del Pescara, desiderosi di sapere quale sarà l’obiettivo per la prossima stagione. Ieri ha raggiunto Boario per parlare con Marco Baroni: il primo vero confronto dopo la partenza per il ritiro. Il tecnico aspetta rinforzi, ma per ora si accontenta di impartire ai presenti le sue lezioni condite da sacrificio, ordine e disciplina.
Pavone, come procede il lavoro?
«Ci stiamo impegnando per raggiungere gli obiettivi che abbiamo individuato. Abbiamo già chiuso varie operazioni e nei prossimi giorni ne perfezioneremo altre. Vogliamo costruire una squadra competitiva, tenendo sotto controllo l’aspetto economic».
Quali sono le maggiori criticità?
«Il bilancio va tenuto in ordine. Al momento i costi di gestione sono troppo elevati, anche in relazione al salary cap della serie B. Bisogna riportare queste voci nella giusta dimensione. Ci vorrà un po’ di tempo, ma non si tratta di un ostacolo insormontabile».
Però tra i tifosi serpeggia un forte scetticismo.
«Il Pescara ha un pubblico caldo, passionale, abituato al bel gioco. Basta citare Galeone e Zeman per rendersi conto di cosa sia questa piazza. Tuttavia, ora sta nascendo un nuovo corso: per questo chiedo ai pescaresi di stare tranquilli. Ci sono delle zavorre che bisogna assorbire. Mi auguro di trovare un compromesso per rendere questo processo meno doloroso di quanto si possa immaginare».
Vukusic, Bianchi Arce, Bjarnason, Sforzini e Cutolo. Si riferisce a questi cinque?
«No. Occorre fare alcune distinzioni. Gli ultimi due sono calciatori del Pescara a tutti gli effetti e si stanno allenando con la squadra. Vukusic e Bianchi Arce non rientrano nei nostri piani, mentre per Bjarnason c’è da fare un discorso a parte. Saremmo lieti di trattenerlo, ma lui preferirebbe giocare in serie A, dal momento che l’anno scorso l’ha assaporata. Vedremo di accontentarlo, non possiamo incatenarlo a Pescara».
Dunque, prima di acquistare, bisogna trovare una sistemazione agli esuberi?
«Di sicuro ci aiuterebbe, però andiamo avanti lo stesso. Abbiamo acquistato giovani interessanti e proseguiremo su questa linea. Il mercato chiude tra più di un mese».
Qual è l’obiettivo del Pescara?
«Costruire una squadra equilibrata e completa in tutti i reparti. Ora è prematuro parlare di salvezza, play off o serie A. Tra un mese tireremo le somme».
Quali sono le favorite per la promozione?
«Il Catania è in vantaggio perché è una retrocessa, lo stesso dicasi per il Bologna che, nonostante i problemi, ha un’ossatura importante. Vedo che Spezia, Latina, Bari ed Avellino si stanno muovendo bene, ma il giudice sarà il campo: lì si decidono i campionati».
Lei non conosceva Baroni. A distanza di qualche settimana cosa pensa di lui?
«Le referenze sono state tutte confermate. Ci hanno colpito la sua professionalità e la sua determinazione. Mi auguro che i ragazzi recepiscano le sue direttive».
Giovanni Tontodonati
©RIPRODUZIONE RISERVATA

