Pedersen sprint regale Oggi l’esame per i big

A Napoli vince il danese, ma tutti pensano a Campo Imperatore
Quando nel 2019 il vincitore del trofeo Matteotti Matteo Trentino fu beffato sul traguardo del mondiale nello Yorkshire da un giovane Mads Pedersen, tutti urlavano alla beffa. Gli anni invece hanno dimostrato che quel giovanotto danese era un campione vero e oggi può dire di aver vinto almeno una tappa in tutti i grandi giri. Ieri sul traguardo di Napoli il danese della Trek Segafredo ha tagliato per primo il traguardo precedendo Jonathan Milan, vincitore a San Salvo, e Pascal Ackermann. Quarto Kaden Groves che, invece, aveva anticipato tutti a Salerno. Nessun problema per il norvegese Andreas Leknessund che ha conservato la maglia rosa. Bye bye pioggia, a Napoli torna il sole a splendere sulle strade del Giro d’Italia e torna quell’atmosfera di calore e amore già vista in Abruzzo. Con tante bandiere azzurre a ricordare a tutti la vittoria dello scudetto che è ancora fresca. E al mattino ci sono buone notizie per Remco Evenepoel: il campione del mondo aveva fatto trapelare un po’ di preoccupazione per le cadute di Salerno ( dolore all’osso sacro), ma sul palco del foglio firma ha riassaporato il gusto di fare il calciatore. Per lui che viene dal settore giovanile dell’Anderlecht, essere nella città di Maradona e avere un pallone vicino non può che essere uno stimolo importante. Via le scarpe, via la bici e qualche palleggio sottolineato dagli applausi dei tantissimi tifosi presenti. Va bene la tecnica calcistica, ma il messaggio che è passato è che Evenepoel sta bene e tutte le preoccupazioni volano via in un batter d’occhio.
La tappa. Napoli protagonista con partenza e arrivo della sesta frazione. Due le salite da affrontare: il Chiunzi e il Picco Sant’Angelo che però non possono di certo creare problemi ai big. E c’è la fuga di giornata. Vanno via Alessandro De Marchi, Francesco Gavazzi, Alexandre Delettre, Simon Clarke, e Charlie Quarterman, mentre Alessandro Verre ha provato a raggiungere i primi ma si è rialzato ed è stato assorbito dal gruppo. Sul Picco Sant’Angelo allungano De Marchi e Clarke, i compagni di fuga alzano bandiera bianca e davanti al gruppo le squadre degli uomini veloci iniziano ad organizzarsi. Il vantaggio dei fuggitivi resta sopra ai 2’, la Trek per Pedersen, la Alpecin per Groves e la Baharain per Milan si assumono le maggiori responsabilità, ma serve un lavoro straordinario negli ultimi chilometri per ridurre il gap. De Marchi e Clarke vanno via di comune accordo e vengono riassorbiti solo a 500 metri dal traguardo. E un po’ di rammarico resta: se non avessero smesso di pedalare potevano farcela, ma la loro voglia di vincere la tappa ha fatto il gioco del gruppo. La volata lunga è stata lanciata da Fernando Gaviria: a conti fatti il colombiano è diventato il punto di riferimento di Mads Pedersen che lo ha messo nel mirino e lo ha saltato facilmente negli ultimi metri. Dietro all’ex campione del mondo Jonathan Milan in maglia ciclamino e Pascal Ackermann. Quarto Groves e solo quinto posto per Fernado Gaviria. Tutto tranquillo per i big? Quasi. Perché Primoz Roglic prima e Geraint Thomas dopo hanno avuto problemi meccanici nel finale. Con il gruppo lanciato a oltre 60 kmh rientrare non è stata cosa facile. Ma con qualche scia e con l’aiuto dei compagni sia Thomas che Roglic si sono riportati in gruppo. Per Mads Pedersen sono 30 vittorie da professionista e a Napoli è arrivato il primo successo in Italia. «Per me è stata una tappa dura», ha detto Pedersen, «e ad un certo punto credevo che Clarke e De Marchi potessero arrivare. Sono felicissimo per la vittoria, la squadra è stata eccezionale e posso festeggiare un successo di tappa in tutti i grandi giri».
Campo Imperatore. E oggi si torna in Abruzzo con l’arrivo in quota ai 2.130 metri di Campo Imperatore. Da Evenepoel a Roglic, da Geoghegan Hart a Vla-sov, da Caruso a Pinot: tutti i big sanno che l’Abruzzo assegnerà una maglia rosa pesante e allora sarà battaglia sulle strade che esaltarono Marco Pantani (1999) e Simon Yates (2018).
Enrico Giancarli
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