Perez: difesa e attacco, insegno il mio futsal

Il nuovo allenatore (spagnolo) dell’AcquaeSapone subentrato a Ricci: «Lo scudetto? Ci proveremo»
PESCARA. Si fa capire in attesa di farsi apprezzare Faustino Pérez Moreno Gomez, conosciuto nell’ambiente del futsal come Tino Pérez, 48 anni di Toledo, nuovo allenatore dell’AcquaeSapone. Finora solo allenamenti dopo l’arrivo il 23 gennaio scorso chiamato dalla famiglia Barbarossa al timone dei nerazzurri al posto di Antonio Ricci. Oggi, alle ore 19, il primo test: un’amichevole al PalaSantaFilomena di Chieti, contro la Tombesi Ortona capolista del campionato di serie B. Sarà l’occasione per verificare come la squadra sta assimilando i dettami del nuovo tecnico che alle spalle ha una bacheca con scudetti in Spagna, Uefa Futsal Cup, oltre a un’esperienza alla guida della Nazionale dell’Azerbaigian. «Sono contento dell’approccio con la nuova realtà», ha detto il tecnico spagnolo, «non conoscevo l’Abruzzo ed ero stato in Italia solo in poche occasioni, la prima quindici anni fa a Coverciano per un convegno e poi per un paio di gare internazionali di Uefa Futsal Cup».
Differenze? «Italia e Spagna sono molto simili come costumi e abitudini. Per quanto riguarda il calcio a 5 aspetterei qualche settimana, perché non conosco il campionato. Posso solo dire che ho trovato un ambiente molto professionale, ottimo per lavorare».
Che cosa porta un allenatore spagnolo in Italia? «Il mio modo di intendere il futsal è diverso e un po’ alla volta sto cercando di trasferire i miei concetti ai giocatori. Prediligo una difesa a zona e in attacco ci deve essere molto movimento».
L’esordio a San Martino di Lupari il 17 febbraio contro la capolista Luparense. «Sì, è una partita importante. Ma come tutte le altre dalle quali bisogna trarre il massimo».
L’allenatore della Luparense è David Marin che è stato suo giocatore venti anni fa a Talavera e poi suo assistente nel 2005 a Valencia. «Lo conosco bene, da giocatore era forte, molto aggressivo, segnava tanti gol di testa».
La famiglia Barbarossa l’ha chiamata in Italia perché vuole vincere lo scudetto. «Ci proveremo, non c’è dubbio. Ma prima di dare giudizi preferirei aspettare qualche partita. Di certo, ho visto una squadra che può lottare per grandi obiettivi».
Chi conosceva dell’AcquaeSapone? «Per motivi vari Jonas, Lukaian e Bertoni. E poi, alla guida dell’Azerbaigian, ho giocato contro l’Italia di Stefano Mammarella».
Al di là del futsal, che cosa le è piaciuto in questi primi giorni di soggiorno in Abruzzo? «Il mare e la montagna, bellissimi. E poi sono molto vicini. Ho visto paesaggi fantastici!».
Ha un curriculum importante nel mondo del futsal: tra l’altro due vittorie della Liga e quattro volte sul tetto d’Europa. «Ma il passato non conta nello sport, i trofei e i risultati servono solo per presentare i power point», dice facendosi serio l’uomo dio Toledo che tifa per il Real Madrid. «Quello che conta, per uno sportivo, è il presente, il lavoro e la capacità di costruire qualcosa oggi e arrivare a nuovi risultati domani».
Finora, la sua è stata una full immersion. «Ho visto molte partite, voglio conoscere meglio tutte le squadre e tutti i giocatori. I miei colleghi del campionato italiano? Conosco anche Juanlu, un amico, e Polido».
Qual è l’idea di fondo di Pérez? «La mia filosofia è nata nel 1988 quando ho iniziato a giocare a futsal con un tecnico che ha cambiato la storia di questo sport: il brasiliano Zego, l’inventore del 4-0. M’ispiro da sempre ai suoi insegnamenti fin dai tempi del Toledo».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

