Pescara, c’è un attacco da sfoltire

In difesa e a centrocampo Baroni è quasi a posto, nel reparto avanzato ci sono troppi giocatori
PESCARA. Il punto di partenza è lo stesso dell’estate 2013, mentre la speranza è che a fine torneo l’epilogo sia diverso. Squadra giovane, ambiziosa e (possibilmente) divertente, da schierare con un modulo, il 4-3-3, che sembra un marchio di fabbrica di questa società.
Comunque, al di là dei numeri, esistono le basi per disputare un campionato più che dignitoso. Finora sono arrivati ben tredici calciatori alla corte di Marco Baroni, che ne vorrebbe almeno altri tre per essere soddisfatto della campagna acquisti. Quando si parla di “progetto” (parola spesso abusata nel calcio), bisogna avere il coraggio di portarlo avanti senza esitazioni. All’inizio della passata stagione, Pasquale Marino ha forgiato il suo Pescara nel segno del 4-3-3, salvo poi abbandonarlo in favore di un più bilanciato 3-4-3 che per un certo periodo ha reso ottimi risultati, ma poi ha prodotto enormi crepe. L’avvento di Serse Cosmi non ha spostato gli equilibri, anzi, nel 3-5-2 del tecnico umbro i tanti esterni in rosa sono stati impiegati con il contagocce.
Allo stato attuale, Baroni ha l’opportunità di utilizzare gli stessi sistemi proposti dal Pescara 2013-2014: oltre al 3-4-3, appunto il 4-3-3 e il 3-5-2, peraltro già sfoggiati quando era al timone del Lanciano.
Difesa. Tra i pali il favorito è Fiorillo. Negli ultimi anni il 24enne genovese ha alternato rendimenti eccellenti ad altri meno fortunati. In serie B è un elemento parecchio stimato, avendo vinto il campionato due anni fa, e Pescara rappresenta l’occasione giusta per tornare protagonista. Il vice sarà Aresti, debuttante nella cadetteria, che viene dalle esperienze in Lega Pro con Savona, Alghero e Pistoiese. Davanti al portiere, la difesa sarà formata da una linea di quattro giocatori, anche se la presenza di numerosi centrali (Pesoli, Capuano, Zuparic, Cosic, Boldor e, all’occorrenza, Bocchetti) consentirà al tecnico di passare a quella a tre. I titolari dovrebbero essere Pesoli e Capuano (se resterà in biancazzurro), mentre sulle corsie laterali i favoriti per un posto nell’undici iniziale sono Pucino e Bocchetti, in attesa del recupero del fiorentino Venuti e dell’arrivo (non facile) del veronese Zampano. Il reparto è completato dalla presenza dell’ex aquilano Scrugli e dal giovane Karkalis. Dunque, manca un esterno sinistro e la batteria sarà completa.
Centrocampo. Nella mediana, invece, gli interrogativi sono più consistenti. Quello cruciale riguarda Bjarnason, la cui cessione o permanenza potrebbe influenzare parecchio lo spessore del reparto. Nel caso in cui rimanesse, una mediana a tre con l’islandese, Appelt Pires (aspettando Brugman) e Nielsen darebbe buone garanzie. Invece, se Bjarnason lascerà Pescara, occorrerà rimpiazzarlo con un acquisto di pari livello: i nomi che circolano, Buchel oppure Lazzari, fanno dormire sonni tranquilli all’allenatore. Il centrocampo è completato dalla presenza di Dettori e dei giovani Selasi e Milicevic. Quest’ultimo, al pari di Brugman, non sarà disponibile per i primi due mesi di campionato. Con i loro recuperi il numero degli interpreti sarà sufficiente, a meno che la società non voglia cautelarsi acquistando un'altra mezz’ala sinistra. Va detto, però, che Brugman (come l’attaccante Da Silva) potrebbe essere schierato pure da intermedio, ruolo che ha ricoperto talvolta nel corso della passata stagione.
Attacco. Infine, il reparto avanzato, che rispetto agli altri vanta un assortimento esagerato: al momento, più che rafforzarlo, bisognerebbe snellirlo. A Da Silva, Cutolo, Barbuti, Caprari, Politano, Maniero, Sforzini, Melchiorri e Sowe vanno aggiunti gli “indesiderati” Vukusic e Chiaretti, in attesa del possibile arrivo di Improta.
Giovanni Tontodonati
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