Pescara cinico e spietato Un lampo di Brugman regala il sorriso a Zeman

Delfino non ancora al top sotto il piano del gioco piega il Parma Boemo alla terza trasferta senza subire gol, non accadeva dal 1995
Cinico e spietato. L’Emilia è terra che regala grandi soddisfazioni al Pescara, che, dopo il blitz di Carpi di due settimane fa, centra il colpo anche a Parma, dopo 30 anni dall’ultima volta. Un gol di Brugman a pochi spiccioli dal 90’ regala ai biancazzurri tre punti pesantissimi, conquistati ai danni dei gialloblù del pescarese D’Aversa. Partita strana, dai due volti e con ritmi diversi, rispetto a quelli fatti vedere dalle squadre di Zeman. Ancora una volta non è stato un Delfino “zemaniano”, ma estremamente pratico ed essenziale per portare a casa una vittoria importante, che va a cancellare l’orrenda sconfitta interna patita domenica scorsa in casa con il Cittadella. Baricentro molto basso, poca vivacità e manovra lenta nel primo tempo, come era già accaduto nelle ultime gare. Meglio nella ripresa, con il Pescara che ha giocato, osato e rischiato e alla fine ha messo le mani sulla vittoria, grazie a Brugman, il quale, al 40’, ha sfruttato l’ottima combinazione con Mancuso per trafiggere Frattali sotto la curva occupata dai tantissimi tifosi biancazzurri presenti al Tardini. Zeman, alla fine, qualche sorpresa riesce a regalarla, non nel gioco, ma nella formazione, e vara un turnover inatteso. Pigliacelli va in panchina, con Fiorillo che fa il debutto tra i pali. In difesa, invece, è tutto confermato con Zampano e Mazzotta a presidiare le fasce; coppia centrale composta da Coda e Mazzotta. A centrocampo, come preannunciato ieri, fuori Coulibaly per un problema al ginocchio e al suo posto spazio a Palazzi, che è rientrato in campo dopo oltre un mese a causa dell’infortunio. Kanoutè in regia e Brugman al suo fianco a completare il centrocampo. In attacco confermate le sensazioni della vigilia, con Capone e Mancuso che si sono ripresi la maglia da titolare. Il primo, rientrato dall’under 19, al posto di Benali e Mancuso (migliore in campo), dopo un mese e mezzo di stop è tornato a correre, rilevando Del Sole. Niente esordio da titolare per Ganz, visto che il boemo lancia di nuovo Pettinari al centro del tridente. Il Pescara non fa la partita; nei primi minuti è molto schiacciato e rischia il gol poco dopo il quarto d’ora, quando Baraye tutto solo davanti a Fiorillo si fa imbrigliare da Palazzi, bravissimo nel recupero a tutto campo. Il senegalese va a terra tra le proteste del tecnico D’Aversa, che, al 18’, viene espulso. Il Pescara è passivo, ma il Parma non trova il guizzo per gonfiare la rete. Il primo tiro in porta dei biancazzurri è di Zampano, al 21’, e l’azione più ghiotta è di Pettinari, al 37’. Mazzotta riesce a tenere il pallone in campo sul fondo sinistra e a crossare per Pettinari, colpo di tacco sottoporta che passa sotto le gambe di Frattali, ma interviene Scaglia a salvare sulla linea. L’unico squillo del Delfino in un primo tempo opaco e senza ritmo. Nella ripresa, il ritmo cambia leggermente e il Pescara va vicino al gol, al 3’, con Mancuso e poi con Zampano, qualche minuto dopo, anche se i pericoli maggiori nelle retrovie arrivano dalle sortite di Di Gaudio.
A 10’ dalla fine Fiorillo neutralizza una conclusione pericolosa di Calaiò e quattro giri di lancette più tardi è Brugman a mandare in tilt la difesa emiliana.
Bella combinazione in velocità, come le squadre di Zeman dovrebbero fare, tra l’uruguaiano e Mancuso, che duettano con tocchi di prima in area, il capitano del Pescara a porta vuota gonfia la rete e manda in visibilio i 400 tifosi presenti al Tardini. Vittoria pesante, anche senza una prestazione brillante. Zeman dovrà lavorare ancora tanto sulla mentalità del Delfino, ma può festeggiare la terza trasferta consecutiva senza gol subiti. Una cosa che non accadeva da 22 anni, da quando, nel 1995, guidava la Lazio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

