Pescara da promozione, ma il pubblico non decolla

Leggera flessione delle presenze rispetto alle prime gare casalinghe stagionali La media è di 7.500 spettatori, al sesto posto. Oddo suona la carica per Cesena
PESCARA. Le partite della 14ª giornata hanno confermato il Pescara al quarto posto in classifica. I biancazzurri hanno agganciato a quota 24 punti il Cesena che ha pareggiato a Vicenza. Stati d’animo contrapposti: i biancazzurri sono reduci da due successi di fila, mentre i romagnoli hanno conquistato un punto nelle ultime tre gare. Venerdì (ore 21) è in programma lo scontro diretto al Manuzzi. Sarà un esame di laurea per la squadra di Oddo che, anche venerdì sera nella sfida vinta 3-2 contro l’Avellino, ha confermato di avere i mezzi per lottare per la serie A. La zona promozione diretta è rimasta a quattro lunghezze, ma il campionato è lungo. E, soprattutto, il Pescara ha ancora margini di miglioramento, specialmente nelle retrovie. I biancazzurri continuano a incassare gol evitabili, laddove non interviene Fiorillo con gli straordinari. Si avverte l’assenza di uno come Campagnaro che era stato ingaggiato, in estate, appunto per guidare il pacchetto arretrato. Per il resto il Pescara va. A volte sciorinando bel calco, a volte meno. Ma comunque dimostrando numeri da alta classifica. In avanti la “banda bassotti” è garanzia di incisività e gol. Lapadula è il capocannoniere della serie B, Caprari è un talento che finalmente si sta affermando e Benali garantisce rifornimenti alle punte e pressing in mezzo al campo. Il centrocampista di Manchester è uno che non si risparmia e a volte copstringe Oddo alla sostituzione (l’ex Brescia è uno dei giocatori più sostituiti della B!) perché va in debito di ossigeno. Poco male. Il Pescara, finora, ha battuto Cagliari e Crotone (entrambi in casa) e per affermare le ambizioni di promozione deve cercare di fare la stessa cosa venerdì a Cesena. E’ in un buon momento di forma e ha l’obbligo di sfruttarlo. «Siamo tornati a giocare un buon calcio e abbiamo conquistato meritatamente la vittoria. Bene così!», il pensiero di Massimo Oddo affidato a un tweet nella notte tra venerdì e sabato. C’è entusiasmo attorno alla squadra, ma i dati di affluenza allo stadio non corrispondo alle ambizioni di A. Sì, perché numeri alla mano quello del Pescara è il sesto pubblico più numero della B con una media (nelle prime sei gare casalinghe) di 7.579 spettatori tra paganti e abbonati.
Curiosamente i dati sono in controtrendenza. Dagli oltre 8.000 paganti delle prime tre gara contro Perugia, Salernitana e Cagliari si è scesi fino ai 6.500 con la Pro Vercelli. Venerdì sera erano 7.877 i biglietti staccati con l’Avellino, ma 712 erano stati acquistati dai tifosi biancoverdi. Insomma, alla scalata in classifica del Pescara corrisponde una leggera flessione delle presenze allo stadio. Le motivazioni sono le più disparate, non ultima la comodità di assistere alla partita davanti alla televisione di casa. Va detto che si tratta di un trend assaporato anche negli anni scorsi. L’analisi dei numeri, ovviamente, nulla toglie al calore e alla passione con cui la tifoseria segue la squadra di Oddo. Dovrebbero essere almeno 500 i supporters al seguito venerdì al Manuzzi per quello che sarà un vero e proprio esame di laurea.
@roccocoletti1
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