Pescara e il caos prestiti Tanti arrivi, pochi punti

Da Ceter a Machìn, Delfino da record con 17 giocatori “temporanei”
PESCARA. Tanti prestiti e pochi punti. Nel Pescara sono 17 i giocatori (più della metà della rosa) arrivati a titolo temporaneo fino a giugno. In classifica i biancazzurri hanno appena 23 punti (penultimo posto), avviati verso una cocente e indifendibile retrocessione in serie C. Mancano 8 gare alla fine del torneo e il Delfino non ha ancora addosso il marchio della C, ma per evitare l’inferno della terza serie dovrà conquistare almeno 17 punti dei 24 in palio per centrare i play out. Tutto è ancora possibile, numeri alla mano, ma il Pescara visto all’opera nelle ultime uscite lascia pochi margini alla speranza.
I biancazzurri quest’anno hanno pagato a caro prezzo le strategie tecniche di inizio campionato, con tanti giocatori e poco funzionali in determinati reparti, tipo il centrocampo, e pochi e male assortiti, in altri, tipo l’attacco. Anche i tanti giocatori in prestito, forse, hanno inciso sulla difficile e complessa opera di amalgama.
Attualmente, dei 30 giocatori in rosa ben 17 sono in prestito. Il Pescara, insieme alla Salernitana, è una delle società che ha puntato parecchio sui trasferimenti a titolo temporaneo, subito dietro ci sono Ascoli (14), Cosenza (13)e Reggina (12).
Sono Del Favero (proprietà Juventus), Alastra (Parma), Bocchetti (Verona), Guth (Atalanta), Bellanova (Atalanta), Nzita (Perugia), Machìn (Monza), Maistro (Lazio), Tabanelli (Frosinone), Rigoni (Monza), Basit (Frosinone), Riccardi (Roma), Vokic (Benevento), Capone (Atalanta), Odgaard (Sassuolo), Ceter (Cagliari) e Giannetti (Salernitana) i 17 prestiti biancazzurri.
Di questa foltissima pattuglia, sono 14 quelli che hanno assaporato il rettangolo verde, visto che i due portieri Alastra e Del Favero hanno giocato solo in coppa Italia, e il centrocampista Basit, arrivato a gennaio dal Benevento, ha collezionato solo qualche panchina.
Il rendimento dei 14 “biancazzurri temporanei” non è stato sicuramente esaltante, anzi. Si salvano in pochi, pochissimi.
Il terzino Raoul Bellanova, almeno per quello che ha fatto vedere negli ultimi tempi, è un giocatore interessante, ma guardando al futuro e non all’immediato. Come il 20enne difensore Rodrigo Guth. Lui e Bellanova sono dell’Atalanta e hanno davanti un futuro imporante.
Stesso discorso per il talentuoso e discontinuo Fabio Maistro, interessante jolly di centrocampo, arrivato dalla Lazio. Gli attaccanti Ceter, Giannetti e Odgaard, per diversi motivi, non hanno soddisfatto le aspettative riposte in loro. Tante scommesse, tanti prestiti e pochi risultati. La salvezza sarà durissima raggiungerla e ora l’allenatore Grassadonia dovrà provare a tirare fuori il meglio dai “biancazzurri temporanei”. Poi il prossimo anno, a prescindere dalla categoria, sarà meglio adottare una strategia diversa e cercare di edificare quel famoso progetto tecnico di cui negli ultimi due anni si sono viste appena le fondamenta.
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