Pescara, rientra Plizzari Colombo rilancia Saccani

21 Ottobre 2022

Si fa male De Marino e il tecnico medita di spostare Cancellotti a sinistra

PESCARA . Archiviati pareggio e polemiche del post Giugliano-Pescara, testa al match con il Cerignola. Domani (ore 14,30) all’Adriatico bisogna tornare a correre per non perdere ulteriore contatto da Catanzaro e Crotone. Vero è che ad Avellino il Delfino ha disputato una buona prova giocando per oltre 50 minuti in inferiorità numerica, ma è altrettanto vero che le due calabresi hanno allungato di nuovo in classifica. Ora il Catanzaro è in vetta con 5 punti di vantaggio sul Pescara, mentre il Crotone è secondo a +2 dall’undici di Alberto Colombo.
Il mese verità. Il 27 novembre è la data cerchiata di rosso sul calendario. Quel giorno all’Adriatico arriverà la corazzata guidata da Vincenzo Vivarini, che nelle prossime due gare sfiderà la Juve Stabia in casa e l’Avellino in trasferta. Poi lo scontro al vertice tra le mura amiche con il Crotone, l’impegno fuori casa con il Monterosi e il match casalingo con la Gelbison. Il Crotone, invece, affronterà Turris, Picerno, Catanzaro, Andria, Viterbese e Latina, mentre il Pescara, dopo la partita con il Cerignola, dovrà vedersela con la Juve Stabia in trasferta, Gelbison e Messina all’Adriatico e Turris in trasferta. Cinque sfide da non fallire in vista della gara-verità con il Catanzaro. In sostanza, prima del big-match del 27 novembre, i biancazzurri non dovranno perdere terreno dai primi due posti. Al contrario, bisognerà cercare di accorciare le distanze. Quasi sicuramente, tra poco più di un mese, si saprà se il Delfino potrà giocarsi la chance di lottare per vincere il campionato oppure dovrà virare verso l’obiettivo meno prestigioso, cioè la conquista del miglior piazzamento possibile nei play off.
Allarme in difesa. Dopo le squalifiche di Brosco e Milani, Colombo perde un altro elemento della retroguardia. Si tratta di De Marino, il terzino sinistro che domani avrebbe dovuto sostituire proprio Milani. A questo punto l’allenatore deve decidere se dare una chance a Crescenzi, che non è al top della condizione, oppure, ipotesi più probabile, spostare Cancellotti sulla fascia sinistra e inserire Saccani a destra. Al centro scontato l’impiego di Ingrosso e del rientrante Boben davanti a Plizzari, che ha smaltito l’influenza e si è allenato insieme ai compagni. È questo la buona notizia della seduta di ieri, anche se Sommariva ha dimostrato di essere un portiere affidabile. A centrocampo il tecnico concederà un po’ di riposo a Mora, finora sempre titolare, che inizialmente andrà in panchina. Al suo posto Gyabuaa accanto ad Aloi e Palmiero, con quest’ultimo che verrà di nuovo preferito a Kraja. In attacco, insieme agli intoccabili Lescano e Cuppone, solita agguerrita concorrenza per il ruolo di esterno sinistro, con Desuogus che alla fine dovrebbe spuntarla su Delle Monache e Kolaj.
Qui Cerignola. Decima con 12 punti, in quattro partite giocate in trasferta la matricola pugliese ha ottenuto una vittoria (contro l’Andria), un pareggio e due sconfitte. Sulla panchina del Cerignola siede Michele Pazienza, ex centrocampista di Foggia. A fine carriera, da gennaio a marzo 2016, alla Reggiana, fu allenato da Alberto Colombo, con il quale il rapporto non fu idilliaco, tant’è che dopo sole sei partite rescisse il contratto e andò via. Il 4-3-3 è il modulo base dei pugliesi, ma nelle prime nove gare Pazienza alcune volte ha cambiato lo scacchiere in base alle caratteristiche dell’avversario, spesso mettendosi “a specchio”. Ad esempio, nell’ultimo turno contro il Taranto (0-0) ha utilizzato il 3-5-2, stesso sistema di gioco adottato dal tecnico degli ionici Capuano. Domani, probabilmente, tornerà al 4-3-3 con il tridente formato da Achik, Neglia e Malcore, quest’ultimo capocannoniere della squadra con 5 reti. Assenti lo squalificato Gonnelli, ex Livorno, difficile il recupero di Coccia e Giofrè.
Giovanni Tontodonati
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