Pescara risucchiato nella lotta salvezza

Un gol dell’ex Valzania rilancia la Cremonese e condanna i biancazzurri che hanno tre punti di vantaggio sul quint’ultimo posto a sei gare dalla fine
E ora c’è da soffrire. Probabilmente fino alla fine, visto che mancano sei partite al termine della stagione regolare e il Pescara conserva appena tre lunghezze di vantaggio sulla quint’ultima posizione in classifica, quella che porta dritti alla coda dei play out. Un gol dell’ex Luca Valzania ha condannato i biancazzurri alla sesta sconfitta consecutiva in trasferta e ha riconciliato la Cremonese con la vittoria allo Zini. Quella conclusione di destro dal limite, piuttosto episodica, ha permesso ai grigiorossi di accorciare la graduatoria e di avvicinarsi ai biancazzarri. Che, vale la pena sottolinearlo, sono stati puniti oltremisura. Avrebbero meritato il pari per quello che hanno fatto vedere. La Cremonese ha trovato la rete decisiva al primo affondo, dopo 5’; una conclusione secca, a seguito di un rimpallo, da parte di Valzania: palla sul palo e poi in rete. Un’iniziativa casuale, dal momento che era stato il Pescara da subito a prendere in mano le redini della partita. Tanto casuale quanto decisiva alla resa dei conti, perché il trend non è mutato: Delfino a fare la partita e Cremonese indietro a chiudere gli spazi e a cercare il contropiede. Paradossalmente, almeno nel primo tempo, sono stati i padroni di casa ad avere le occasioni (un paio) più nitide per raddoppiare al contrario della squadra di Legrottaglie che ha fatto tanto possesso palla, confermando, però, le difficoltà già evidenziate negli ultimi venti metri. Partita non bella, giocata dalla Cremonese con il coltello tra i denti. Tutti dietro la linea del pallone a difendere il gol di Valzania. Pescara manovriero fino alla trequarti, poi il nulla. Allo scadere del primo tempo la palla buona è capitata sul piede di Galano, in area, che, però, è stato fermato alla disperata da Zortea. Nella ripresa Legrottaglie ha messo Pucciarelli per Balzano, passando dal 4-4-2 al 4-3-3. Biancazzurri meno compatti, ma leggermente più incisivi. Hanno dato la sensazione di poter pareggiare, ma il gol non è arrivato. L’occasione più nitida al 14’ quando Galano si è involato sulla destra per poi convergere al centro, ma sull’uscita di Ravaglia ha calciato a lato. Un errore non da Galano che però ha confermato il periodo negativo sotto rete del “Robben della Puglia”. Al 29’, poi ci ha provato Clemenza dalla distanza, ma il portiere questa volta è volato a deviare la palla in angolo. Superiorità netta del Pescara, ma del gol nemmeno l’ombra. Il risultato ha premiato la Cremonese apparsa migliore per l’atteggiamento mostrato, degno di una gara-salvezza. Il Pescara, invece, ha interpretato la sfida giocando di fioretto, quando invece serviva la sciabola per non essere risucchiato nella lotta per non retrocedere. Altro particolare indicativo: il primo giallo per i biancazzurri è giunto al 20’ della ripresa per un fallo in attacco di Galano. E questo la dice lunga sulla cattiveria agonistica e sulla mentalità messe in campo. Resta l’amarezza per una sconfitta che va oltre i demeriti di una squadra poco concreta e a tratti un po’ leziosa nella manovra. Ma quella dello Zini è stata la partita delle conferme, perché ha ribadito le difficoltà della squadra a trovare la via della rete, la facilità con cui invece incassa gol (da undici gare di fila) e la sofferenza nel giocare in trasferta dove perde da sei incontri di fila. Ora c’è da stringere i denti e mettere al sicuro la salvezza. Tre punti sulla Juve Stabia e l’Ascoli, quint’ultimi, sono un vantaggio esiguo. Serve una reazione, a partire da venerdì sera in casa contro il Perugia di Cosmi battuto a domicilio dal Pordenone.
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