Pescara, serve la svolta D’Ursi positivo al Covid

21 Ottobre 2021

Il tecnico pensa a una mediana a tre col Siena. L’esterno è out

PESCARA. «Auteri in discussione? Non scherziamo». Sguardo basso e voce decisa: così il ds Luca Matteassi ha bloccato sul nascere le voci di possibili avvicendamenti della guida tecnica di un Pescara che continua a fare acqua e a incassare gol a grappoli. E al solito primo tempo fatto di una fase offensiva simile ad un buon frizzantino, si è contrapposta la fase difensiva che era champagne per il palato degli avversari. Matteassi ha anche parlato di provvedimenti da adottare per invertire il trend ed iniziare un filotto di successi necessario per restare a gennaio a contatto con le posizioni che contano.
Perché gennaio? La squadra andrà rimodellata e non poco sul mercato per portare uomini più funzionali al calcio di Auteri (ammesso che resti l’ex Nocerina alla guida dei biancazzurri anche in futuro). Ed allora quali sono i correttivi necessari? Non dovrebbe più essere proposta la difesa a tre con due centrocampisti di qualità come Pompetti e Memushaj perché significherebbe continuare il suicidio sportivo e continuare a regalare palle gol agli avversari. Il 4-4-3 potrebbe diventare l’esperimento da galoppare per rendere competitivo questo organico. Nei primi 20’ della ripresa contro la Fermana ha funzionato e da sabato a Siena potrebbe essere riproposto.
Le scelte. Certamente out saranno Illanes squalificato e D’Ursi, mentre torneranno a pieno regime Cancellotti, Rizzo e Drudi. De Marchi ai microfoni di Rete8 ha tranquillizzato tutti sulle sue condizioni, ma non è escluso che Auteri lo faccia partire dalla panchina. In caso di 4-3-3, Di Gennaro tra i pali, Cancellotti, Drudi, Ingrosso e Frascatore (o Nzita) a comporre la linea difensiva; Pompetti, finalmente, vertice del centrocampo con Rizzo e Memushaj interni; Clemenza e Rauti ai lati di Ferrari. Potrebbe essere all’atto pratico un 4-3-1-2 perché Rauti è più seconda punta e Clemenza più trequartista, ma ci sono ancora altri giorni di allenamento per schiarire le idee al tecnico. Auteri non può più negare l’evidenza delle difficoltà del centrocampo a due nella complessa fase della transizione negativa. Impossibile credere che Ingrosso, Illanes, Cancellotti, Drudi e Frascatore si siano dimenticati i concetti base del calcio. Più probabile credere che quando intorno ti sfrecciano tante maglie che non sono della tua squadra e corrono libere come gli intercity diventa impossibile far pagare il pedaggio.
Il Siena non sta molto meglio del Pescara: per Giardino (squalificato) sarà ufficialmente l’ultima chiamata come annunciato dai dirigenti toscani che hanno dato un’altra possibilità al campione del mondo del 2006.
Il Covid. Piove anche sul bagnato: un caso di positività al Covid è stato riscontrato nel gruppo squadra (l’attaccante Eugenio D’Ursi). Niente isolamento per i biancazzurri come successo invece con Veroli perché il giocatore non ha avuto contatti stretti con i compagni (il difensore, al contrario, viaggiò con la squadra a Gubbio). Al netto delle frasi di circostanza e delle dichiarazioni ufficiali, la sensazione è che la partita di Siena sia decisiva non solo per Giardino, ma anche per Auteri. Un ulteriore passo falso con le solite lacune evidenziate obbligherebbe la società a prendere delle decisioni per non chiudere già ad ottobre la partita per la promozione diretta in B. Ma la speranza è di vedere in terra toscana un Pescara rigenerato ed equilibrato, magari con un centrocampista in più.
Enrico Giancarli
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