Pescara-Sottil, ultimi dubbi da sciogliere

Summit tra i dirigenti biancazzurri, ma prima del via libera al rinnovo c’è la volontà di analizzare tutte le prospettive
PESCARA. Ore decisive per il futuro di Andrea Sottil. Ieri la società ha fatto il punto sulla questione allenatore, ma la fumata bianca per il prolungamento del contratto non è arrivata. Il presidente del Pescara Daniele Sebastiani e i direttori sportivi Giorgio Repetto e Antonio Bocchetti sembrano intenzionati a confermare il tecnico piemontese che ha conquistato la salvezza ai play out contro il Perugia, tuttavia, si sono presi un altro po’ di tempo per prendere la decisione definitiva. Prima di mettere nero su bianco, i dirigenti vogliono analizzare a fondo la situazione e non farsi condizionare dall’euforia post spareggio. Sottil ha avuto il merito di portare in salvo il Delfino che era in caduta libera. Nella sua gestione la squadra ha alternato prestazioni discrete ad altre deludenti e alla fine il bilancio non è stato entusiasmante: su un totale di 8 partite, il Pescara ha collezionato 2 vittorie contro Livorno e Perugia (andata play out), 3 pareggi con Perugia (2-2 alla 33ª giornata, nel giorno del suo debutto), Venezia e Frosinone, e 3 sconfitte, tutte in trasferta contro Trapani, Chievo e Perugia nel ritorno dello spareggio. Va detto che, quando si è seduto in panchina, Sottil si è trovato di fronte un tour de force: sei incontri in 21 giorni (dal 10 al 31 luglio), prima della doppia sfida play out del 10 e 14 agosto. In pratica, nei match della stagione regolare non ha mai avuto il tempo necessario per preparare gli impegni con le dovute accortezze, a livello tattico è stato difficile incidere, ma, nonostante tutto, negli spareggi si è vista una squadra rivitalizzata. Sia all’andata all’Adriatico sia al ritorno al Curi il Pescara ha mostrato una buona organizzazione di gioco e ha espresso un calcio piacevole, certamente di gran lunga migliore rispetto a quello esibito nell’intero girone di ritorno.
Gli altri candidati. Se il Perugia non avesse richiamato Massimo Oddo e, soprattutto, se quest’ultimo non avesse accettato la proposta del patron biancorosso Massimiliano Santopadre, il tecnico pescarese avrebbe avuto ottime chance di sedersi di nuovo sulla panchina del Pescara. L’inatteso incrocio ai play out tra le due squadre ha cambiato gli scenari, Oddo ha un altro anno di contratto con il Perugia e difficilmente il Delfino proverà a richiamarlo. Con Oddo quasi sfumato, negli ultimi giorni il Pescara ha ragionato su altri profili. Uno dei primi dell'elenco era Alessio Dionisi che ha ottenuto la salvezza alla guida del Venezia e quasi sicuramente non sbarcherà in Abruzzo. Sull’ex Imolese è piombato l’Empoli che per averlo alle sue dipendenze dovrà versare circa 200.000 euro al club lagunare, a cui Dionisi è legato da un altro di contratto. Finora i toscani non hanno chiuso, ma il Venezia ha già annunciato Paolo Zanetti come suo successore. Molto probabilmente, a breve la trattativa si sbloccherà, anche se l’Empoli, forse per mera strategia, non ha abbandonato l’idea di riprendere Aurelio Andreazzoli. Come alternativa a Sottil, resiste la candidatura dell’ex Juve Stabia Fabio Caserta, più staccato Moreno Longo che nel 2018 ha portato in A il Frosinone e nell’ultima stagione, a febbraio, è subentrato a Walter Mazzarri alla guida del Torino. Infine, c’è la suggestione Daniele De Rossi, bandiera della Roma che vorrebbe iniziare la nuova carriera. L’ex centrocampista della Nazionale non ha svolto il corso Uefa Pro e, nel caso, dovrebbe essere affiancato da un tecnico provvisto di patentino. In altri tempi De Rossi sarebbe stato in cima alla lista dei desideri del presidente Sebastiani che in passato ha lanciato tanti esordienti. Ora, forse, sarebbe troppo azzardato ripartire da un debuttante. Ecco perché, salvo sorprese, la società darà di nuovo fiducia a Sottil.
Giovanni Tontodonati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

