Pescara spalle al muro Sette giorni per risorgere

Revocato il giorno libero previsto oggi, Zauri può passare al 3-5-1-1
PESCARA. Sei partite, sette punti, nove gol fatti e dodici subiti. L’avvio di stagione del Pescara è decisamente sottotono. Nelle ultime 4 stagioni in B, solo il Delfino di Baroni (2014-2015) aveva fatto peggio con tre punti conquistati e nessuna vittoria. L’allenatore Luciano Zauri, venerdì, dopo la batosta con il Crotone, ha tolto la maschera e non ha concesso alibi: «Mi assumo tutta la responsabilità della pessima prestazione». Bandiera bianca, per il tecnico marsicano, alla seconda sconfitta consecutiva in quattro giorni, dopo quella di Cittadella. Il Pescara, anche prima della sfida di venerdì, non aveva mai dato dei segnali incoraggianti sotto il profilo del gioco e della personalità, ma nell’anticipo della sesta giornata ha mostrato tutti i limiti tecnici e caratteriali. I biancazzurri torneranno in campo oggi pomeriggio, al Poggio degli Ulivi, per iniziare la preparazione in vista del derby di domenica con l’Ascoli. Inizialmente la ripresa dei lavori era fissata per domani pomeriggio, ma la figuraccia rimediata con il Crotone è stata troppo pesante per concedere due giorni liberi e la società, di concerto con il tecnico, ha deciso di cancellare il riposo domenicale. Squadra spenta, senza organizzazione e agonismo. Nella sfida con i calabresi sono arrivati dei segnali preoccupanti, da non sottovalutare. A parte qualche giocata estemporanea di Machin, il Delfino è sempre stato in balia del Crotone, che ha massacrato a piacimento i biancazzurri. Spenti e senza idee, i pescaresi sono stati messi alle corde fin dai primi minuti. Reazioni blande, che hanno lasciato campo libero a Benali e Crociata bravi a pungere senza troppi problemi. Zauri ha cambiato di nuovo i suoi uomini con un massiccio turnover che ha lasciato più dubbi, che certezze. Il Delfino finora non ha una fisionomia. Non c’è ancora l’idea della cosiddetta “formazione tipo” e le tante turnazioni hanno solo prodotto confusione. Per non dire dei cambi (come quello di Galano), poco sensati. Anche sotto l’aspetto tattico, il 4-3-3 caro a Zauri ha fatto acqua da tutte le parti. Serve una svolta, prima che la classifica diventi pericolosa. Il calendario adesso non è dei più semplici, calcolando le sfide contro Ascoli, Spezia e Benevento. Ora il Pescara non può permettersi questo sistema di gioco e dovrebbe trovare delle soluzioni tattiche alternative per limitare i danni. In questo momento l’opzione più congeniale porterebbe al 3-5-1-1. Forse quello che Zauri stava pensando nel primo tempo di venerdì, quando stava facendo scaldare Crecco, che potrebbe ricoprire il ruolo di esterno nel centrocampo a 5, e Scognamiglio, come terzo difensore centrale.
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