Pillon: in campo voglio cani che mordono

3 Aprile 2018

Il nuovo allenatore: «Ci servono 12 punti per restare in B»

PESCARA. Impegno, disponibilità, sudore e cattiveria agonistica. Bepi Pillon, nuovo allenatore del Pescara, entra nel cuore del problema e lancia i suoi diktat. Il Delfino è precipitato nelle zone calde della classifica a soli due punti dal quint’ultimo posto, occupato dalla Virtus Entella che oggi (ore 18) sfida il Brescia in trasferta. Pillon, allenatore saggio e navigato, sa che per tirarsi fuori da una situazione del genere bisognerà usare la sciabola. «Quando andiamo a riconquistare il pallone dobbiamo essere dei cani che mordono», ha urlato più volte ai giocatori ieri durante il primo allenamento.
Il 62enne tecnico nato a Preganziol, in provincia di Treviso, è convinto che la squadra abbia le qualità per risalire la china, a patto però che tiri fuori gli artigli. «Qualcosa farò a livello tattico, anche se in situazione del genere sarà necessario avere un pizzico di cattiveria in più. L’obiettivo è di arrivare alla salvezza al più presto possibile. Facciamo questi benedetti dodici punti che ci consentiranno di metterci al riparo da brutte sorprese. Poi, eventualmente, penseremo a giocare con la mente libera».
Il compito di Pillon non è affatto agevole. L’ex allenatore di Ascoli, Chievo e Treviso, dovrà utilizzare le sue doti da psicologo per risollevare uno spogliatoio depresso a causa dei risultati negativi. Il Delfino non vince da un mese e mezzo e nelle ultime 6 partite ha collezionato un pareggio e ben cinque sconfitte. Non solo, bisognerà verificare come il gruppo reagirà al secondo cambio in panchina. Pillon è il terzo allenatore della stagione dopo Zeman ed Epifani. Certamente, non sarà una passeggiata rivitalizzare una squadra che nelle ultime settimane ha perso il senso dell’orientamento.
Infine, c’è un calendario molto impegnativo che complica ulteriormente il quadro. Dopo il match di sabato in trasferta con il Palermo, i biancazzurri ospiteranno il Bari (14 aprile) e, tre giorni più tardi, torneranno in campo a Vercelli per il turno infrasettimanale in programma martedì 17 aprile. Pillon preferisce pensare a una gara per volta. «Avremo subito una partita dura a Palermo», ammette Pillon, «ma in serie B non esistono risultati scontati. Si può benissimo perdere con l’ultima e vincere con la prima. In ogni caso, il Pescara possiede le capacità tecniche e le qualità per poter mettere in difficoltà i siciliani. Il morale dei ragazzi non può essere dei migliori quando le cose vanno male, ma ho notato tanta voglia di riscatto. Ho accettato l’offerta del Pescara con tanto entusiasmo e convinzione di poter fare un buon lavoro».
L’ultimo pensiero è per i tifosi, scoraggiati per un cammino che ha deluso le aspettative. Dopo la triste retrocessioni in B della passata stagione, gli sportivi pescaresi immaginavano un rendimento ben più esaltante. Al contrario, salvo clamosorse sorprese, il Delfino ha fallito l’accesso ai play off ritrovandosi addirittura invischiato nei bassifondi della graduatoria. «Dico solo che i tifosi devono stare vicino alla squadra. Abbiamo bisogno del loro sostegno e ce la metteremo tutta per farli tornare a gioire».
Pillon ce la metterà tutta per sfruttare la grande chance di rientrare in palcoscenici di prestigio. Il tecnico veneto vanta 367 panchine in carriera, delle quali ben 267 in serie B, un campionato che riassaggia a distanza di poco più di quattro anni. A marzo 2014, l’ultima volta a Carpi, prese il posto di Stefano Vecchi portando la squadra a una tranquilla salvezza e mancando di un soffio l'accesso ai play-off.
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