Platini attacca: i giudici sono pagati dalla Fifa

29 Dicembre 2015

Le Roi: «La commissione etica che mi ha condannato non è indipendente Credo di essere il primo corrotto al mondo che paga le tasse sulla corruzione»

DUBAI. Michel Platini non si arrende, annuncia battaglia e tenta un ultimo dribbling per evitare di chiudere anzitempo la carriera di dirigente del calcio mondiale.

«È una macchinazione», ripete da Dubai, parlando per la prima volta in maniera approfondita dopo la squalifica di otto anni. «La commissione etica che mi ha giudicato dice di essere indipendente: ma chi paga i viaggi e il lavoro dei componenti di questa commissione? La Fifa.... Sono il primo al mondo a pagare le tasse sulla presunta corruzione», aggiunge a mo’ di battuta. Condannato, insieme a Sepp Blatter, a 8 anni per corruzione e sospeso dal vertice dell'Uefa, “Le Roi” dice di «voler riportare per prima cosa i fatti veri e mettere fine alle interpretazioni. Ho avuto un primo contratto con Blatter per lavorare al suo fianco, dopo il Mondiale del 1998», spiega, «l'accordo prevedeva una certa somma, lui mi ha detto di potermi pagare soltanto 300 mila euro e non il milione subito, ma che questo sarebbe stato versato successivamente. Passato il tempo ho chiesto notizie, perché se voi doveste prestare dei soldi a qualcuno chi ve li deve restituire, non certo si presenta per primo. Dunque su loro richiesta ho emesso una fattura e, dieci giorni dopo sono stato pagato. Versata la somma sul conto», è la ricostruzione di Platini, «ho pagato tutte le tasse al fisco svizzero, come da documenti firmati. Quelli che mi hanno pagato, cioè la Fifa, hanno in seguito deciso di spedirmi alla commissione etica presieduta da colui il quale aveva già secretato il rapporto Garcia sulla corruzione della stessa Fifa. La commissione etica», prosegue “Le Roi”, «dice di essere indipendente, ma chi paga i viaggi, il lavoro dei giudici di questa commissione? La Fifa. Loro mi accusano di non avere informato il comitato esecutivo di questo mio contratto. Sono io che avrei dovuto informare o qualcun altro? Qualcuno forse mi aveva detto di farlo? Per questo vengo accusato di conflitto di interessi. Una vera macchinazione», urla Platini. «La mia battaglia non è per una poltrona alla Fifa o all'Uefa, ma contro l'ingiustizia. Hanno scritto che sono un corrotto, ma credo di essere il primo corrotto al mondo che paga le tasse sulla corruzione».